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Pesaro

Urbino, una mostra su Raffaello e Baldassarre Castiglione a 500 anni dalla morte

L'artista urbinate è il miglior ambasciatore nel mondo per la città e per le Marche intere. Presentato il programma delle iniziative per celebrare la ricorrenza

Raffaello Sanzio
Raffaello Sanzio

URBINO – Raffaello, un ambasciatore per Urbino e le Marche nel mondo. La città ducale ha presentato il programma per le celebrazioni raffaellesche 2020. Lo ha fatto durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato tutti i vertici delle istituzioni di Urbino e il critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Dopo la mostra Raffaello e gli amici di Urbino alla Galleria Nazionale delle Marche che ha chiuso con 107mila ingressi per l’esposizione iniziata il 3 ottobre e terminata il 19 gennaio, è il momento di conferenze, spettacoli, un percorso nei luoghi dell’infanzia del “divin pittore”.

Vittorio Sgarbi ha intenzione di proporre la mostra “Raffaello e Baldassarre Castiglione”, in programma da maggio a ottobre nelle Sale del Castellare del Palazzo Ducale. L’esposizione dovrebbe essere il piatto forte che Urbino offre per celebrare il suo genio nel cinquecentenario della morte: oggetti, gioielli, codici ed epistole per raccontare la cultura rinascimentale e il rapporto tutt’altro che formale e ufficiale – ma amichevole e goliardico – tra Raffaello e Baldassarre, l’autore dell’opera che meglio rappresenta la cultura rinascimentale. Sgarbi ha mosso le leve diplomatiche chiedendo a Macron il prestito dell’opera, inizialmente è stata negata dal Louve.

Diversi gli inviti con la possibile presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, già invitato ufficialmente con una lettera scritta da Sgarbi e dal sindaco di Urbino Maurizio Gambini. «Verrà al 100% – ha detto Sgarbi –. L’ideale sarebbe il 6 aprile, data di nascita e di morte di Raffaello e giorno ufficiale dell’apertura delle celebrazioni. In caso contrario poco male, ci sarà tempo in tutto il 2020».

Nella rosa citata da Sgarbi ci sono anche il presidente francese Emmanuel Macron, la cui seconda città italiana preferita è proprio Urbino, il Primo ministro albanese Edi Rama, l’ex Presidente del Consiglio Mario Monti e l’ex ministro francese alla Cultura Jack Lang, «che ha già dato la sua disponibilità ed è un grande amante del Cortegiano».

Per Sgarbi il bicchiere è pieno, così come detto in conferenza stampa e riportato anche dal Ducato. «La copertura di Raffaello è stata massima, con 4 mostre in poco più di due anni: prima l’esposizione su Giovanni Santi, il padre di Raffello; poi quella su Raffellino del Colle, uno dei suoi più importanti seguaci; e per chiudere la mostra Raffaello e gli amici di Urbino e quella su Baldassarre. Oggettivamente non si poteva fare di più e non sarebbe stato nemmeno giusto visto che Raffaello a Urbino ci è nato e cresciuto ma si è consacrato a Roma».

Tutte le più importanti realtà cittadine hanno annunciato di unire le forze in un anno speciale. In primis la Galleria Nazionale delle Marche. Il direttore ad interim Marco Pierini ha annunciato che «la mostra su Castiglione avrà un biglietto cumulativo con la Galleria proprio per restituire il lavoro di sinergia».

La parola più usata dai presenti alla conferenza stampa è stata proprio “collaborazione”. Come quella tra Comune e l’Accademia Raffaello per dar vita al percorso “Raffaello Bambino”, che partirà ad aprile: in più punti della città saranno collocati testi, immagini e indicazioni per far scoprire a bambini e adulti i luoghi legati all’infanzia di Raffaello. Il presidente dell’Accademia, Luigi Bravi, ha fatto i nomi dei prossimi relatori delle conferenze raffaellesche a cadenza mensile: il professore Aldo Vitali, che parlerà del legame tra arte orafa e Raffaello, e il professore dell’università di Perugia Francesco Mancini. E ha annunciato che la medaglia commemorativa dell’artista sarà ideata proprio di un’allieva urbinate della Scuola della medaglia presso la Zecca dello Stato.

Protagonista anche il teatro, con diversi spettacoli pensati appositamente per le celebrazioni, come ha spiegato il direttore dell’Amat Gilberto Santini. Si comincia ad aprile, quando andrà in scena Raffaello. Una vita felice con protagonista Alessandro Preziosi. Un mese dopo spazio a David Riondino e Dario Vergassola, con Raffaello, la Fornarina, il Cinquecento e altre storie. Ad agosto, nella Sala degli angeli di Palazzo Ducale si terrà “Raphael urbinas. Musica picta de divin pictore”, un’anteprima nazionale dei sonetti di Raffaello e le rime di Giovanni Santi in musica a cura di Simone Sorini. A novembre andrà in scena al teatro Sanzio “La leggenda del pittore divino”, di Matthias Martelli.

«È importante celebrare i posti in cui Raffello è nato e cresciuto», ha spiegato il sindaco Gambini durante la conferenza: «Anche perché Urbino è popolata da tanti giovani che pur non essendo residenti ruotano attorno alla nostra città».

«Raffaello è il miglior ambasciatore di Urbino nel mondo. La città deve abbandonare la mentalità chiusa che l’ha caratterizzata negli ultimi 30 anni per collaborare con tutte le realtà del territorio. Non vogliamo promuovere Raffaello ma Urbino e le Marche attraverso il loro artista», ha concluso l’assessore al Turismo Andrea De Crescentini, che seguirà l’organizzazione di tutti gli eventi nel corso dell’anno.