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Pesaro

Tavullia, distrutta la telecamera contro l’abbandono dei rifiuti

È successo nei pressi del memoriale della Linea Gotica, Marche Multiservizi: «Gesto inqualificabile, l'abbandono dell'immondizia è grave e genera aumento dei costi in tariffa»

La telecamera divelta

TAVULLIA – Distrutta la telecamera per combattere il frequente abbandono dei rifiuti. È successo a Tavullia nei pressi del memoriale della Linea Gotica, luogo dove spesso si sono registrati episodi di rifiuti lasciati in strada senza criterio.

«Un atto di vandalismo inqualificabile ha colpito la videocamera di sorveglianza posizionata da MMS, in accordo con l’amministrazione comunale di Tavullia – fa sapere Marche Multiservizi – il quadro elettrico e di comando posto alla base del palo che sostiene la telecamera è stato completamente divelto e reso inutilizzabile, impedendo la registrazione delle immagini di coloro che hanno la cattiva abitudine di scaricare i rifiuti lungo la strada.

Un atto inqualificabile che mira dritto al sistema di vigilanza organizzato dal gestore e dall’amministrazione locale e che, oltre al danno materiale prodotto, conferma quanto il problema degli abbandoni sia grave ed attuale.

Abbandonare i rifiuti è un comportamento ispirato alla inciviltà ed alla maleducazione che causa danni significativi all’ambiente e lede il decoro delle città e del paesaggio.

Chi se ne rende responsabile genera un aumento di costi in tariffa a carico dei cittadini e rovina il lavoro di tante persone che dedicano impegno ed attenzione per avere una qualità del territorio e della vita».

MMS ha dato mandato ai propri legali per depositare denuncia contro ignoti auspicando che vengano presto identificati gli autori del deplorevole gesto.

«Il fatto accaduto conferma l’importanza di un’azione sinergica tra tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nel contrasto al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e rafforza la necessità che i cittadini responsabili e rispettosi dell’ambiente contribuiscano ad isolare chi si rende colpevole di comportamenti inqualificabili».