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Pesaro

Tamponi gratuiti solo per elementari e medie, Vitri: «16 mila studenti marchigiani delle superiori a rischio dad»

La consigliera regionale Pd attacca il presidente della Regione Acquaroli: «Superficialità inqualificabile, così l'operazione rischia di essere inutile»

La consigliera Vitri a colloquio con alcune mamme

PESARO – Tamponi gratuiti per il rientro a scuola, la consigliera regionale Pd Micaela Vitri attacca la giunta Acquaroli. «Abbiamo pensato che finalmente la Regione avesse accolto la nostra richiesta e capito la necessità di garantire un rientro a scuola sicuro con apposito screening, ma solo il 3 gennaio sera il presidente Acquaroli ha precisato che i test gratuiti del 6 gennaio saranno esclusivamente per scuola primaria e media. Come dire: tutti i 16 mila studenti delle superiori possono arrangiarsi e rischiare la dad. Ciò nonostante il Governo chieda, con il Decreto Legge del 23 dicembre, uno screening di tutta la popolazione scolastica prima del rientro in classe».

Per la consigliera Vitri «una superficialità inqualificabile, non solo perché molte scuole secondarie avevano già mandato informativa e moduli ai genitori, ma anche pericolosa per altri aspetti. Innanzi tutto, perché Acquaroli si è deciso così tardi ad effettuare un’operazione che andava pianificata in tempo utile per consentire al personale Asur di organizzarsi? Forse per questo nel comunicato iniziale si riferisce alle scuole senza specificare ordine e grado, mentre la sera alle 19 restringe a elementari e medie? Non solo, perché dopo gli annunci iniziali è arrivata un’altra precisazione allarmante: l’invito ad effettuare il tampone è rivolto solo ai bambini sintomatici o che hanno avuto contatti con soggetti positivi. Tutto ciò non ha senso, perché questi soggetti devono già obbligatoriamente fare il tampone, mentre l’intento del tracciamento è quello di trovare asintomatici per evitare che infettino altri ragazzi».

Vitri chiude: «Da un anno ribadiamo la necessità di mettere la scuola in sicurezza con un vero piano, non semplicemente con impianti di ventilazione ( tra l’altro installati solo in 170 scuole mentre nelle Marche ce ne sono 1738). C’è la necessità di un tracciamento per evitare la dad. Già da tempo la Regione non rispetta il protocollo ministeriale, perché non riuscendo a fare il tampone agli studenti positivi entro 48 ore, preferisce fare scattare la didattica a distanza con un solo positivo invece che con tre. Una soluzione possibile, per cui la giunta aveva il dovere di impegnarsi, poteva essere ad esempio quella di avvalersi anche nella nostra provincia dell’aiuto del laboratorio della Marina Militare di Ancona, che il generale Figliuolo ha messo a disposizione per il tracciamento.

La disorganizzazione e la superficialità della giunta Acquaroli invece rischia ora di annullare anche l’effetto di un’operazione necessaria, in cui il personale medico impegnerà comunque tempo e altri sacrifici».