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Pesaro

Stati generali del turismo a Pesaro, a luglio il festival Ulisse della Lonely Planet

I numeri dicono che anche per il prossimo anno bisognerà puntare sul turismo domestico. Gli interventi e i dati

Daniele Vimini agli Stati generali del turismo

PESARO – Il turismo come volano economico, ecco allora i numeri e le prospettive diffuse agli “Stati Generali del Turismo” di Pesaro 2022 che si sono svolti al Cantiere Rossini.

«Il 2020 – ha detto Maria Elena Rossi, direttrice marketing e promozione Enit – ha segnato un -55% di turisti, di questi la quota internazionale rappresenta la perdita più rilevante. Le prospettive per il 2021 indicano un meno 40%, percentuale sostenuta dal mercato domestico». Per Enit, saranno gli italiani «i viaggiatori a cui dovremo guardare anche per i prossimi tempi: il turismo di prossimità, trend degli ultimi due anni, sarà ancora molto presente nel 2022; dobbiamo investire su questo settore e sul mercato extra europeo che sì ripartirà, ma ad altre velocità rispetto le consuete».

Utile a determinare le strategie anche la percezione dei visitatori che hanno fatto tappa nel territorio. Mario Romanelli, di The Data Appeal Company, ha presentato i dati raccolti dalla piattaforma “Data Appeal Studio” attivata dal Comune: «Tracce digitali che raccontano l’esperienza vissuta. Numeri che rispecchiano i dati ufficiali e che, grazie alla loro immediatezza di reperibilità, possono essere utilizzati per capire subito il “sentiment” e ricalibrare, in tempo utile, le strategie». Buoni i dati della stagione 2021 (maggio/settembre). Il paragone tra le cifre relative alle presenze “balneari” italiane, marchigiane, e pesaresi del 2019 chiarisce che «dei tre territori le percentuali della città di Pesaro sono quelle più simili, a volte superiori, a quelle 2019». L’occupazione delle strutture ricettive, ad agosto, è stata superiore all’80%, «aumenta la soddisfazione dei turisti che ottiene un 86,1 su 100 (+0,4 rispetto al 2020)». Positivi i tre indicatori utilizzati nelle valutazioni: «Molto bene i dati relativi alla parte umana (92/100 i voti dell’accoglienza/staff) e alla ristorazione 84,7; da migliorare quelli delle strutture (che hanno ottenuto 62,9)». Gli stranieri arrivati a Pesaro nel 2021 sono stati il 20% (nel 2019 erano il 25%). 

«Un momento utile a rendere chiare le strategie d’intervento per la stagione 2022, e quelle a seguire, che dovranno sfruttare le grandi occasioni offerte dalla stagione di finanziamenti e spingere a ripensare Pesaro in ottica di una rigenerazione che punti alla città dei 5 e 15 minuti» così il vicesindaco e assessore al Turismo Daniele Vimini al termine degli “Stati Generali del Turismo” di Pesaro 2022. 

Occorre ripensare «i luoghi del turismo estivo, come il lungomare e piazzale D’Annunzio, per dare valore agli spazi e alle nuove necessità e abitudini emerse con la pandemia»; valorizzare l’identità sportiva di Pesaro e l’intercettare nuovi eventi, «come i campionati italiani di vela e quelli di gioco da tavolo, così come il riproporre quelli consolidati», sfruttando le potenzialità offerte dalle strutture esistenti e quelle in via di ultimazione, come il Palasport, che sarà «strategico con i suoi 2mila posti e la sua posizione a 200 metri da alberghi e mare». Il turismo poi, come strumento per veicolare cultura e arte, una leva su cui Pesaro città della Musica UNESCO investe ancor più oggi con la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2024». 

Da segnalare la nuova guida che Lonely Planet dedicherà a Pesaro, alla provincia e alla Riviera del San Bartolo in particolare, «un territorio che non conoscevo – ha detto Angelo Pittro, direttore marketing Lonely Planet Italia – che mi ha colpito molto e che rappresenta bene ciò che vuole il viaggiatore: trovare e vivere la “bellezza”. Un valore che Pesaro conosce e valorizza – non è un caso che ci sia un assessorato dedicato – e che cercheremo di raccontare anche durante il nostro festival Ulisse, che porteremo in questi splendidi luoghi a luglio».  

«Occasioni da cogliere facendo rete», ha detto il presidente delle Marche Francesco Acquaroli che ha ricordato le due linee d’azione attivate dalla Regione: «Riqualificazione dei borghi, importantissimo patrimonio del nostro entroterra che porta riflessi preziosi alle zone costiere; promozione internazionale delle Marche, su cui stiamo lavorando anche tramite l’Atim (Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione Marche) nata per valorizzare ciò che c’è e proiettarlo in una nuova fase per la quale sarà necessaria la connettività, non solo digitale, ma anche infrastrutturale». Fondamentale per le Marche anche il «mettere in campo una strategia identitaria unitaria. Una priorità che come Regione stiamo perseguendo anche grazie alla campagna che ha coinvolto il ct Mancini; testimonial che ha dato una grande visibilità, di cui hanno beneficiato anche e soprattutto le attività economiche» ha aggiunto il vicepresidente Mirco Carloni

 Il turismo come indotto strategico per il territorio, anche per Gino Sabatini, presidente Camera di Commercio delle Marche: «Sono oltre 10mila le imprese che operano in questo settore, con circa 35mila addetti. Dal 2019 al 2021 vediamo un recupero importante del turismo culturale, ma servono strategie importanti per fare ancora meglio per poter essere propositivi e competitivi nella capacità di attrarre flussi locali e internazionali. Importante fare parte di una rete nella quale progettare, parlarsi e farsi sentire all’esterno come un’unica voce».  

Destagionalizzare per puntare su un’offerta che valorizzi un territorio che è «un posto magnifico – ha detto il direttore del Cantiere Rossini Alfonso Pastorino – dove trascorrere anche i mesi invernali: le Marche, nello specifico Pesaro, non hanno nulla da invidiare alle altre destinazioni: alla pari di Livorno, Viareggio, Genova. È quindi importante che l’offerta turistica sia sempre migliore, e non solo durante la stagione estiva». 

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