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Pesaro

Sant’Angelo in Vado, 9 lavoratori su 11 in nero in un laboratorio tessile cinese: chiusura e maxi multa

I carabinieri del Nil, Asur e Ispettorato del lavoro hanno effettuato l'acceso nell'azienda. Sanzioni per 75mila euro e sospensione dell’attività imprenditoriale

I carabinieri del Nil di Pesaro

PESARO – Ben nove lavoratori su undici in nero, laboratorio tessile cinese chiuso.

È il risultato dell’operazione di vigilanza a contrasto del lavoro sommerso, svolta dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Pesaro Urbino, operante all’interno dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino, congiuntamente a personale del Comando Stazione Carabinieri di Sant’Angelo in Vado (PU), dell’ASUR di Urbino, ha dato un fondamentale esito nelle azioni di tutela del lavoro regolare, e del rispetto delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

A seguito di una preliminare attenta attività d’indagine ed informativa, realizzata nei giorni precedenti, è stato eseguito apposito accesso ispettivo nel Comune dell’entroterra pesarese, all’interno di laboratorio tessile, ove sono state riscontrati ben 9 lavoratori in nero – su 11 lavoratori controllati. Ricorrendone i presupposti di legge, ossia essendo la manodopera irregolarmente occupata nella misura pari all’80% circa del personale trovato intento al lavoro al momento del controllo, l’azienda ispezionata è stata destinataria del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Il titolare dell’azienda si è reso peraltro responsabile di gravi violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, e nello specifico per non aver rispettato nessuna delle norme obbligatorie e previste dalla normativa vigente.
Le irregolarità riscontrate in materia di T.U. 81/2008, si aggiungono a quelle connesse con l’inosservanza delle modalità di attuazione delle procedure organizzative e gestionali oggetto del Protocollo in materia di misure precauzionali anti contagio per Covid-19, e considerato che la prosecuzione dell’attività produttiva può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano negli ambienti di lavoro, adeguati livelli di protezione, è stata disposta la chiusura per giorni 5 (cinque) utili per il ripristino delle condizioni di sicurezza necessarie per evitare il contagio da Covid-19. Nel corso del servizio rilevate sanzioni amministrative per un totale di euro oltre 60mila euro connesse con l’impiego dei lavoratori “in nero” e carenze igienico sanitarie ed ammende per circa 15mila euro.

L’accertamento degli illeciti è stato possibile grazie all’attività di indagine preventiva ed azione di cooperazione dal comparto di specialità del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e del Comando Arma competente per territorio coadiuvati dalla valida e preziosa collaborazione del personale ASUR, quest’ultimo competente sulla sicurezza e salute dei luoghi di lavoro.