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Pesaro

Ruggeri (M5S): «Carenza di medici al pronto soccorso di Pesaro, servono interventi risolutivi»

La consigliera regionale incalza la giunta: «A Pesaro la situazione è insostenibile, ma altrove non va tanto meglio»

PESARO – I medici lasciano il pronto soccorso. Dopo l’uscita del primario Umberto Gnudi, l’organico non è più quello di due anni fa. A Pesaro, alla data del 1° gennaio 2020 al pronto soccorso vi erano in carica 38 medici e dal 1° maggio 2022 ne rimarranno solo 17.

La capogruppo consiliare dei 5 Stelle, Marta Ruggeri, incalza la giunta regionale sulla «improcrastinabile esigenza di interventi risolutivi».
La situazione è critica, in particolare e da tempo, nei pronto soccorso dell’Azienda Marche Nord, ma difficoltà legate a carenza di organico si stanno manifestando anche in altre strutture ospedaliere marchigiane. Uno stato di cose preoccupante, per non dire allarmante, che secondo Ruggeri richiede «immediate iniziative» da parte dell’amministrazione regionale, anche a tutela dei cittadini.

Marta Ruggeri
Marta Ruggeri

«Nel pronto soccorso a Pesaro – sottolinea Ruggeri – lavorano soltanto 17 medici, dopo che 5 loro colleghi si sono dimessi per ricoprire altri ruoli in altre regioni, ma erano 38 poco più di due anni fa. La guardia medica non è attiva, non è stato predisposto un pronto soccorso pediatrico e ginecologico, si parla di cooperative che offrono medici, provenienti dall’estero, per coprire turni. La situazione è insostenibile e la fine dell’emergenza sanitaria lo evidenzierà ancora di più, compresi i pronto soccorso di tutte le Aree Vaste nelle Marche. Per fare un esempio, nell’Area Vasta 2 mancano 20 medici».
La Regione è intervenuta sul piano degli incentivi economici, con aumenti perequativi per il personale, ma Ruggeri li ritiene «del tutto insufficienti rispetto al carico di lavoro e di stress da sopportare». Conclude la capogruppo dei 5 Stelle: «È urgente avviare una discussione di livello regionale per comprendere in modo chiaro quale assetto ospedaliero si intenda realizzare e come si voglia riorganizzare la sanità territoriale, alla luce delle risorse messe a disposizione dal Pnrr. Finora è del tutto sconosciuta la nuova progettualità del piano socio-sanitario».