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Pesaro

Riapre Pesaro Studi con due corsi su transizione energetica e sostenibilità industriale: richieste da tutto il mondo

Presentata la nuova offerta formativa congiunta Università Politecnica delle Marche e Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Si guarda al Grean Deal

La presentazione dei corsi

PESARO – Riapre Pesaro studi. E ci sono richieste di iscrizioni da tutto il mondo per due corsi innovativi. Il nuovo percorso formativo consiste di due nuovi corsi: una laurea triennale in “Ingegneria per la sostenibilità industriale” e una laurea magistrale in ingegneria energetica “Green industrial engineering” in lingua inglese. 

Questi due corsi di laurea mirano a formare ingegneri con competenze specifiche nei settori della sostenibilità industriale, della transizione energetica e digitale delle aziende e del sistema energetico nazionale. Attualmente il mercato del lavoro sta sperimentando una mancanza di figure ingegneristiche con competenza nel mondo della sostenibilità da poter inserire all’interno di aziende private e pubbliche.  

Dopo la scelta di chiudere l’università pesarese, il dietrofront. L’annuncio è del sindaco Matteo Ricci e dell’assessore all’Innovazione Francesca Frenquellucci.  

«Grande soddisfazione per aver riportato l’università a Pesaro, sapendo il valore degli Atenei di Urbino e Ancona – spiega il sindaco -. Quello che sta succedendo è frutto della caparbietà dell’assessore Frenquellucci, che ha creduto molto nel futuro del decentramento universitario. Inizialmente ho dubitato, forse condizionato dalla nostra precedente esperienza, che pesava troppo sull’Amministrazione comunale. Francesca Frenuellucci è stata molto brava a spingere nella direzione giusta, insieme abbiamo trovato la sostenibilità economica di un’operazione che non poteva gravare troppo sulle casse del Comune. Tutto ciò è stato possibile grazie all’Università di Ancona e Urbino, che hanno tenuto un comportamento lungimirante di collaborazione». Fondamentale anche la rete delle imprese «che sono intervenute. Siamo in una fase molto delicata, anche dal punto di vista ambientale: il cambiamento climatico è molto più veloce di quello che immaginavamo, questo richiede maggiore radicalità nelle scelte e attrezzare il sistema industriale di personale formato in grado di accelerare la transizione ecologica. I corsi sembrano costruiti appositamente per rispondere a queste necessità». Un’operazione interessante secondo il sindaco Ricci, che conclude: «Ci vogliono ottimi professori, corsi innovativi, ma anche luoghi adeguati. Temporaneamente questi corsi andranno a Pesaro Studi (di proprietà dell’INPS ndr), ma l’obiettivo è avere l’università nel centro storico. Nell’ultimo anno abbiamo vinto diversi bandi del PNRR, grazie ai quali sistemeremo diversi contenitori. Tra questi anche il San Domenico, che in questi anni avevamo ipotizzato potesse essere un luogo ottimale. Le alternative ci sono, quindi possiamo mantenere ancora una certa elasticità».  

Soddisfatta del risultato l’assessore Frenquellucci, «Sono già arrivate richieste da tutto il mondo, come Asia e America. Il Comune si è già attivato con Erdis e Apa Hotels, che hanno dato disponibilità ad accogliere i ragazzi che arrivano da fuori. Abbiamo investito, lavorato e creduto molto in questo progetto che oggi si concretizza anche grazie ad un corso innovativo, nato da una bella sinergia, che sta portando già i suoi ottimi frutti».  

Il Rettore dell’Università di Urbino Giorgio Calcagnini ha commentato: «Emozionante quest’incontro: non è cosa da tutti i giorni vedere due Atenei abbastanza concorrenziali decidere di lavorare insieme. Abbiamo deciso di presentare questa collaborazione perché vogliamo evitare che i giovani vadano a studiare fuori regione. La loro formazione è fondamentale per il futuro e la crescita del territorio».  

«Due atenei insieme collaborano in maniera intelligente per attrarre – ha ribadito il Rettore dell’Università di Ancona Gian Luca Gregori – e proporre al territorio corsi che nascono da esigenze e bisogni della comunità e delle imprese, senza di loro non avremmo realizzato tutto questo. Il rapporto con la città di Pesaro è importante e positivo. I due Atenei continuano una collaborazione iniziata con il corso di Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie, dando un concreto segnale di collaborazione».  

«Grazie alle aziende, a due Magnifici Rettori, ad un sindaco lungimirante, credo che il futuro della nostra provincia possa solo che essere di grandi speranze. La collaborazione tra l’Università di Ancona e quella di Urbino sia di grande insegnamento ad alcuni comuni della provincia, che dovrebbero allargare le proprie visioni in una di comunità», ha concluso il presidente della Provincia Giuseppe Paolini.  

Il rapporto Unioncamere “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2021-2025)” riporta espressamente che tra il 2021 e il 2025 le imprese e il comparto pubblico richiederanno il possesso di attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale a 2,2-2,4 milioni di occupati, e per il 60% di questi tale competenza sarà necessaria con importanza elevata. 

Si stima che un ulteriore impulso alla richiesta di queste figure professionali possa arrivare a seguito del programma “RePower EU”, appena lanciato dalla Commissione Europea. 

L’importanza che le nuove figure professionali rivestono per il mondo industriale nazionale ed internazionale è dimostrata anche dal forte coinvolgimento di molte aziende della Provincia di Pesaro-Urbino che hanno anche contribuito alla definizione del percorso di studi, tra queste: Mep, Schnell SPA, Renco, Enereco, Profilglass, Rivacold, Techfem Saipem, Biesse Group e Hsd