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Pesaro

Riapertura reparto covid a Urbino, la rabbia di Cgil, Cisl e Uil: «Ripercussioni nei servizi ordinari»

I sindacati criticano la scelta: «All’Azienda Ospedaliera Marche Nord deve essere concessa la possibilità di effettuare assunzioni straordinarie extra budget»

Ospedale di Urbino

URBINO – Scatta l’ira dei sindacati per la riapertura del reparto covid dell’ospedale di Urbino. «Apprendiamo dalla stampa locale la riapertura del reparto dedicato a pazienti covid al secondo piano dell’Ospedale di Urbino chiuso il 31 Dicembre anche a seguito delle pubbliche rimostranze sull’opportunità di una scelta simile all’interno di una struttura covid free senza tra l’altro personale medico dedicato – spiegano Vania Sciumbata della Cgil, Alessandro Contadini della Cisl e Angelo Aucello della Uil -. La riapertura del reparto covid oltre a comprimere l’attività specialistica ordinaria e del blocco operatorio, con la riduzione dei posti letto dei reparti di chirurgia e ortopedia, avrà ripercussione anche nei servizi ospedalieri primo tra tutti la radiologia con possibile dilazione dell’attività ordinaria a seguito anche dei controlli periodici tramite radiografia o TAC del torace sui degenti covid ivi ricoverati che deve essere programmata in orario differente e con percorsi separati dal resto dell’utenza».

Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che, in assenza di modifiche al piano pandemico regionale, «all’interno dell’Ospedale di Urbino non devono essere ricoverati degenti covid in modalità permanente e strutturale se non nelle cosiddette aree filtro attigue il Pronto Soccorso. Apprendiamo anche dell’apertura di nuovi reparti covid dedicati a degenti post acuti a partire dal 7 gennaio al terzo piano del Distretto di Macerata Feltria ed al terzo piano dell’Ospedale di Cagli all’interno dei reparti gestiti dal privato convenzionato Kos Care srl presumibilmente a seguito dell’aumento dei ricoveri e per decongestionare l’Azienda Ospedaliera Marche Nord che resta la struttura covid di riferimento non solo provinciale ma anche regionale.

L’apertura di nuovi reparti covid da parte di Aormn non può avvenire ancora comprimendo l’attività ordinaria con la rimodulazione di servizi e reparti e con la scelta di bloccare le ferie e richiamare dai riposi per recuperare personale. Se come sembra deve continuare ad essere il riferimento provinciale e regionale, a tutt’oggi a maggior ragione in virtù della scelta di non aprire la struttura covid appositamente creata a Civitanova Marche nel 2020, all’Azienda Ospedaliera Marche Nord deve essere concessa la possibilità di effettuare assunzioni straordinarie extra budget per svolgere appieno tale ruolo all’interno delle rete regionale dedicata al covid, mantenendo inalterata l’attività e la mission degli Ospedali come Urbino senza trascurare la tempestiva presa in carico dei pazienti covid nel rapporto territorio/ospedale».