Centro Pagina - cronaca e attualità

Pesaro

Pesaro, ressa per gli abbonamenti teatrali. Redaelli (Fi): «Tanta improvvisazione, inaccettabile»

Il consigliere denuncia le file ai botteghini: «Nessun servizio informatico, se Pesaro vuole essere città della cultura così non va»

La fila ai botteghini dello Sperimentale

PESARO – Code e ressa per il rinnovo degli abbonamenti teatrali a Pesaro. Il consigliere Fi Michele Redaelli critica il Comune.

«Il rinnovo degli abbonamenti per la stagione teatrale di Pesaro è stato surreale – spiega -. Ci aspettavamo un minimo di organizzazione, invece abbiamo tutti avuto l’impressione di una totale improvvisazione».

Il consigliere Forza Italia Michele Redaelli

Quest’anno la stagione teatrale sarà allo Sperimentale e non al Rossini, come di consueto, per ragioni legate al Covid. Per questo motivo tutti gli abbonati dovevano ri-acquistare i biglietti per la nuova location. «Quello che nessuno si aspettava è il modo con cui si è organizzata la gestione dei rinnovi, ovvero, praticamente senza organizzazione; come un giorno qualunque, come se non ci si aspettasse che centinaia di persone si sarebbero recate ai botteghini. Nessun servizio informatico, poche informazioni e confuse, solo due casse aperte, nessun servizio d’ordine, poco personale costretto a gestire una situazione che poteva essere semplice ma che è stata resa complicata dall’impreparazione. Tutto demandato alla professionalità del personale, che si dimostra ancora una volta capace e disponibile, ed alla tanta, tanta, pazienza dei cittadini» sostiene Redaelli. 

E ancora: «Le persone sono state costrette ad attendere tutta la giornata, in moltissimi dalla mattina presto fino a sera, per un semplice rinnovo. In molti addirittura, dopo una giornata campale, sono stati rimandati alle prossime giornate. Mi farò carico di portare questi argomenti in commissione cultura e presso Amat, affinché non si ripetano situazioni simili. Da Pesaro, città che giustamente ambisce ad essere città della cultura, ci aspettiamo tutt’altro. Quantomeno per rispetto dei tanti appassionati che mantengono viva in città la passione per l’arte, per la cultura, per il teatro».