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Pesaro

Pronto soccorso e psichiatria di Pesaro, Ruggeri (M5S) e Biancani (Pd) rimarcano «le carenze»

La consigliera regionale pentastellata tuona: «Nessuna data sulla riapertura del servizio di psichiatria». Il democrat: «Nessuna assunzione degli 8 medici previsti»

PESARO – Psichiatria e pronto soccorso di Pesaro, i consiglieri regionali Marta Ruggeri (M5s) e Andrea Biancani (Pd) evidenziano le carenze.

«Il servizio di psichiatria nel distretto di Pesaro è ancora esposto alle oscillazioni della pandemia. Non è stata fornita alcuna data precisa sulla riapertura, quindi sul possibile ritorno alla normalità».
La sostanza della risposta fornita da Saltamartini è che, quando i contagi fletteranno fino a liberare spazi e personale sanitario ora dedicati al Covid a Galantara di Pesaro, sarà riaperto il servizio di psichiatria. «La chiusura – ha argomentato Ruggeri – è una misura transitoria, ma la vera questione è: per quanto tempo ancora si protrarrà? Nell’incertezza, intanto, si crea un disagio nella parte più fragile della società, proprio quando la pandemia crea ulteriori motivi di sofferenza».

Altro tema, il personale al Pronto Soccorso. Andrea Biancani polemizza: «Nonostante le rassicurazioni il personale non è mai arrivato. A dicembre erano stati promessi rinforzi immediati. Sono passati 2 mesi e la situazione è solo peggiorata. La domanda che mi faccio è: cosa aspetta Asur a definire le prove selettive e le graduatorie? Siamo in emergenza, occorre accelerare.
A dicembre 2021 avevo presentato una interrogazione e in aula era stato annunciato che ci sarebbe stato il reclutamento in tempi brevi di 8 medici di emergenza-urgenza e 5 medici di altre specialità da impiegare nel Pronto Soccorso di Pesaro. Il bando è uscito ma le procedure non sono ancora concluse».

Il direttore sanitario ha sottolineato come i turni siano coperti grazie a un protocollo di intesa. Ma Biancani chiude: «I pronto soccorso delle Marche, compreso quello di Pesaro, sono in affanno e hanno bisogno di rinforzi immediati.
A Pesaro, il 1° gennaio 2020 al pronto soccorso c’erano 38 medici. Dal 1° maggio 2022 ne rimarranno 22. La situazione è insostenibile. La Regione deve impegnarsi a riconoscere la professione del medico di emergenza-urgenza tra le professioni usuranti o che creano tra i lavoratori un aumento delle tensioni. Altre Regioni hanno trovato delle soluzioni per incentivare i medici a lavorare nei Pronto soccorso.
Inoltre a tutto questo si aggiunge la mancanza delle #GuardieMediche, fino a tutto marzo tra Pesaro, Gabicce, Gradara e Vallefoglia ci saranno solo nei fine settimana, una sola per tutti i comuni. Tale situazione farà sì che anche chi non dovrebbe andare al pronto soccorso ci andrà non trovando alternative».