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Pesaro

Ciclovia del Metauro, Biancani: «L’Assessore Baldelli conferma la chiusura, prova di inefficienza»

Polemica sulla bocciatura dell'infrastruttura. Il consigliere regionale: «Un atto arbitrario privo di fondamento tecnico e giuridico»

Il vecchio tracciato della Fano Urbino

URBINO – Ciclovia del Metauro e ferrovia Fano-Urbino, destini incrociati. Il consigliere Pd Andrea Biancani ha presentato un’interrogazione assieme ai consiglieri Pd per chiedere alla Regione di riesaminare l’atto di chiusura negativa della Conferenza dei servizi sulla Ciclovia del Metauro, valutandone la riapertura.

«Sono convinto che questa chiusura da parte della Regione sia arbitraria e comporti un danno incredibile per tutti gli Enti pubblici coinvolti nel progetto in esame – spiega Biancani – La giunta, in Consiglio regionale, ha purtroppo risposto negativamente, continuando a far credere ai cittadini che il progetto sia stato bocciato per pareri tecnici negativi di alcuni enti coinvolti, quando invece è stata la Regione stessa, per interessi politici, a decretare la chiusura.

Ciclovia del Metauro, i fatti e le polemiche

«A dicembre, Autostrade ha prodotto i documenti necessari a superare i problemi emersi nella precedente seduta della Conferenza che doveva dare l’ok al progetto. A questo punto sarebbe bastato convocare una nuova seduta per ottenere i pareri postivi, in quanto i problemi erano superabili e in gran parte già superati».

Biancani attacca: «La Regione ha invece buttato un progetto che è costato denaro pubblico, sia per gli incarichi di progettazione esterna affidati, sia per il costo dei dipendenti che da quattro anni lavorano alle varie fasi, creando il presupposto per un vero e proprio danno erariale.  Avevamo un progetto unitario condiviso con i Comuni pronto per essere approvato. Ora, al contrario, ci ritroviamo con i Comuni eventualmente costretti a fare nuovi progetti a proprie spese; con l’incertezza da parte della Regione sulla fattibilità del treno turistico, visto che ancora si attende lo studio di Ferrovie, e senza nessuna garanzia sulla possibilità di un ripristino del treno per il trasporto pubblico. Credo che sia un vero capolavoro di inefficienza da parte della Regione».

«Voglio ricordare che il progetto complessivo non riguardava solo la tratta Fano-Urbino, ma come si può evincere dalle planimetrie, prevedeva già un’ulteriore percorso lungo la vecchia Flaminia che avrebbe così collegato la Ciclovia Adriatica anche con il Furlo, Cagli e Cantiano. Adesso l’infrastruttura rischia, invece, di rimanere ancora abbandonata dopo 34 anni di promesse e parole al vento. Abbiamo provato con tutti gli strumenti a disposizione a far tornare la Regione sui suoi passi e rivedere una scelta sbagliata, ora spero che i Comuni si attivino per continuare insieme la lotta per un progetto così strategico per il territorio».

Per la Fano Urbino c’è l’idea di un tracciato che corre a fianco della superstrada.