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Pesaro

Pesaro, la storia della fonderia Montecatini negli scatti d’epoca

Chiusa nel 1981, l'azienda è una memoria storica della città. Macula e Isia hanno realizzato una mostra con 400 fotografie

La Montecatini

PESARO – La vecchia fonderia nel cuore di Pesaro, gli scatti che riportano a quegli anni.

La Montecatini è un luogo simbolo della storia di Pesaro; alla storica fonderia che occupava l’area dove oggi sorge il Miralfiore, è dedicata la prima edizione di ‘Foto-Archivi_Pesaro Memoria Aperta’, progetto promosso dall’associazione Macula – Centro Internazionale di Cultura Fotografica e ISIA Urbino per valorizzare gli archivi fotografici della città affinché diventino occasione di riscoperta del passato.   

L’iniziativa taglia il nastro il 17 dicembre e si presenta alla comunità con una mostra virtuale visitabile sul sito di Macula (http://montecatini.spaziomacula.it) e un catalogo cartaceo (Metauro Edizioni).

Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune, sottolinea «l’importanza di un progetto dal grande valore artistico – attraverso il linguaggio della fotografia – ma anche e soprattutto per quello documentario di ricerca, che trova giusta applicazione nel web come canale di diffusione, l’unico per ora concesso dall’emergenza sanitaria. E a proposito di luoghi in cui dare visibilità all’iniziativa, mi piace annunciare proprio ora l’idea e la volontà dell’Amministrazione di portare una parte importante della mostra alla Galleria dei Fonditori, spazio comunale, per renderla fruibile ad un pubblico ampio ora che musei e sedi espositive sono chiusi. Un ringraziamento anche a Metauro Edizioni, editore locale molto attivo in questo momento difficile ma pronto a investire in cultura». 

‘Era (la) Montecatini’ intende ricostruire le vicende del dopoguerra della Montecatini a partire da circa 400 fotografie d’epoca e documenti raccolti da Macula fin dal 2012, a cui si aggiungono i materiali conservati presso la Biblioteca Oliveriana e le testimonianze di decine di ex dipendenti.

Anche per Andrea Biancani, vicepresidente del Consiglio Regionale delle Marche, ‘Era (la) Montecatini’ rappresenta un’iniziativa particolarmente significativa per il territorio perché usa la fotografia come strumento straordinario per ricostruire e conservare la memoria collettiva di un luogo, dunque come strumento sociale. Un luogo simbolico per Pesaro potrà essere ricollocato nel presente grazie ad un ricco patrimonio di foto storiche restituite alla comunità».

Il catalogo contiene testi di approfondimento di studiosi di diversi ambiti disciplinari che consentono di collocare la vicenda Montecatini in un contesto storico ampio e di considerare l’intero progetto alla luce della funzione centrale che la fotografia riveste per la documentazione di impresa e del lavoro, così come per le pratiche e i linguaggi artistici contemporanei. 

Anche la Fondazione Pescheria – Centro Arti Visiva partecipa al progetto ‘Era (la) Montecatini’ coinvolgendo ‘spazio bianco’, la sede inaugurata lo scorso luglio per accogliere eventi di fotografia e immagine, che ospiterà nelle sue vetrine di via Zongo 45 una selezione dei documenti in mostra da ammirare agilmente dall’esterno. 

La presentazione della mostra in conferenza stampa

Nel 1917, la Società Generale per l’Industria Mineraria e Chimica Montecatini di Milano rileva la Fonderia Albani. Nasce così la Fonderia Montecatini di Pesaro (Montedison dal 1966), che ben presto diventerà una delle punte di diamante nei settori della metalmeccanica e della fonderia e una delle più grandi realtà industriali della provincia pesarese. I suoi prodotti (tubazioni, silos, laminati, macchinari, impianti chimici, saracinesche per acquedotti ecc.) saranno esportati in tutto il mondo, fino alla crisi degli anni Settanta e la chiusura nel 1981. Gli stabilimenti sorgevano su un’area di 45.000 metri quadri a ridosso del centro storico, la stessa che oggi ospita un centro commerciale e una zona residenziale. 

‘Foto-Archivi_Pesaro Memoria Aperta’ è realizzata con il contributo della Regione Marche e del Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza, in collaborazione con la Biblioteca Oliveriana, la Biblioteca Archivio Bobbato e l’Istituto di Storia Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino (ISCOP).