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Pesaro

Pesaro, vetrina polemica all’Atelier del viaggiatore: «Agenzie al collasso e arrivano le tasse»

Esposte le bollette sulla pubblicità e il titolare ringrazia sindaco e assessori: «Calo del 90%, ci aspettavamo comprensione»

La vetrina dell'Atelier del Viaggiatore

PESARO – Una vetrina listata a lutto. Un’attività in sofferenza economica. Le agenzie viaggi e tour operator sono forse tra le imprese che hanno avuto più conseguenze negative rispetto all’emergenza covid.

E a Pesaro, in via Marsala, l’Atelier del Viaggiatore non ha mancato di far sentire il proprio grido d’allarme. In vetrina le foto dei politici nazionali e locali e il cartello “Grazie a tutti, sindaci, assessori comunali, regionali, ministri e presidenti”. Il riferimento è alle tasse e alle bollette che inesorabilmente arrivano.

«Per iniziare il mese di ottobre – spiega il titolare Fabio Manno – ho voluto rendere onore nella nostra vetrina a Pesaro a chi in questi mesi ci è stato particolarmente vicino. Sotto, tre esempi di bollette sempre presenti anche nel lockdown più feroce. Tengo particolarmente a quella centrale, la pubblicità delle vetrine a Pesaro che come vedete in ottobre sfrutterò per comunicazioni davvero importanti. Condividete e rendete noti i nostri ringraziamenti. Grazie».

La situazione è devastante per le agenzie di viaggio: «Ad oggi il nostro calo è quasi del 90%, in linea con quello delle maggiori compagnie aeree. Sicuramente non avremo possibilità di lavorare fino ai primi mesi del 2021, sperando con positività di ripartire nella primavera 2021. Mi sarei aspettato comprensione partendo dai comuni ai quali abbiamo sempre pagato le tasse, dalla regione e dallo Stato. Comprensione non c’è stata e con i comuni non c’è stato neanche dialogo. Ecco perché ci tengo a ringraziarli nella vetrina dell’agenzia di Pesaro».

Per Manno «Siamo ad inizio ottobre e non si vede la luce in fondo al tunnel. Nel senso che non abbiamo la minima idea di quando potremo ricominciare a lavorare. Passano i mesi, tra cui i mesi estivi dove abbiamo lavorato un minimo con l’Italia. Un minimo perché le agenzie di viaggio sono un riferimento importante soprattutto per i viaggi all’estero e i viaggi all’estero sono bloccati da fine febbraio. In tutto questo i comuni, la Regione e lo Stato non ci hanno assistito minimamente».

«I comuni (Pesaro e Fano) hanno lamentato da subito che anche loro erano nella nostra stessa situazione e ci hanno fatto pagare anche le tasse sulla pubblicità delle vetrine. La regione ci ha dato un contributo minimo che è stato lo stesso contributo che hanno preso anche i bagnini, i bed & breakfast quindi non hanno capito che la nostra situazione era di un’altra gravità rispetto ad attività che hanno comunque chiuso la stagione positivamente. Lo stato ci ha dato il fondo perduto di Aprile come a tutte le aziende con un calo di fatturato del 33%».