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Pesaro Urbino, lavoro nero, contratti e caporalato: 7 aziende su 10 irregolari

Il bilancio 2020 dell'ispettorato del lavoro, carabinieri del Nil e Asur. Edilizia, commercio e ristorazione i settori più a rischio. Ecco i numeri

Pesaro
Carabinieri Ispettorato del lavoro

PESARO – Lavoro nero e violazioni: i controlli rivelano che 7 aziende su 10 hanno delle irregolarità. Sono stati scoperti 18 casi di caporalato in provincia di Pesaro e 110 completamente in nero. Nell’anno 2020, l’attività svolta da questo Ispettorato Territoriale del Lavoro è stata indirizzata al contrasto degli illeciti di maggiore complessità e disvalore sociale. In particolare, l’azione è stata finalizzata al contrasto del lavoro sommerso e dello sfruttamento lavorativo. L’attività del personale ispettivo dell’ITL, unitamente ai carabinieri del NIL, nello scorso anno, ha registrato risultati importanti.

Lavoro in nero: i numeri del report del 2020

Particolarmente interessati al lavoro sommerso sono, infatti, i settori produttivi dell’edilizia, del commercio, della ristorazione, agricoltura e logistica, per ragioni sostanzialmente connesse all’elevata intensità del lavoro concentrata in determinati periodi temporali e l’elevato turnover del personale. Si parla prevalentemente di aziende manifatturiere gestite da etnie straniere, al fine di contrastare forme di grave sfruttamento di lavoratori irregolari.

I militari del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) nel corso del 2020 hanno ispezionato 452 aziende. Di queste 325 sono risultate irregolari e si è registrata una percentuale di irregolarità pari al 72%.
Sono stati individuati 18 casi di grave sfruttamento dei lavoratori con deferimento dei responsabili alla competente Autorità Giudiziaria.

Per quanto riguarda le principali tipologie di irregolarità accertate, sono state accertati 454 casi di lavoratori irregolari, di 110 totalmente in nero, ed un’evasione di contributi e premi dovuti agli Istituti previdenziali, per un imponibile complessivo 3.659.000 euro.

Lavoro in nero: le violazioni

Per le violazioni alle norme di legislazione sociale e tutela del lavoro, sono state contestate complessivamente 675 violazioni ammnistrative e 143 di natura penale, tra le quali appalti illeciti e fenomeni interpositori somministrazione, orario di lavoro, violazioni al codice della strada in materia di tempi di guida e riposi, violazioni in materia di salute e sicurezza, inesatta applicazione dei contratti collettivi di categoria e mancato pagamento delle spettanze retributive ai lavoratori.
Visto l’impiego di manodopera “in nero” con percentuale pari o superiore al 20% della manodopera presente sul luogo di lavoro), sono stati adottati 16 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale.
Nel settore dell’edilizia, ad alto rischio infortunistico, sono state verificate 82 aziende, di cui 77 sono risultate irregolari (il 94%).

Verifiche sul rispetto dei protocolli di contrasto al contagio daCovid-19
Sono state verificate 131 aziende di cui 34 sono state interessate dal provvedimento di sospensione per gravi irregolarità accertate per la mancata osservanza delle disposizioni dei protocolli di sicurezza.

Distacco transazionale
Nel corso del 2020 sono stati effettuati anche controlli mirati a contrastare fattispecie illecite di distacco e somministrazione transnazionale e a fornire un’adeguata tutela ai lavoratori interessati dalle possibili distorsioni connesse alla delocalizzazione delle imprese e alle catene di appalti di dimensione transnazionale.

Nell’anno 2020 sono stati attivati controlli nei confronti di 52 aziende che hanno richiesto e beneficiato di ammortizzatori sociali nonché sui percettori del reddito di cittadinanza che lavoravano in nero.