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Pesaro

Siccità, allarme in agricoltura. Coldiretti Pesaro Urbino: «Situazione critica»

L'associazione degli agricoltori lancia l'allarme col presidente Di Sante: «Siccità mai vista da sessanta anni. Servono investimenti sulla rete idrica»

PESARO – Per salvare le produzioni alcuni hanno deciso di ricorrere alle autobotti. Senza piogge ormai da settimane e con le temperature ben sopra la media nei campi un po’ tutte le colture sono in sofferenza, compresi i pascoli.

A farne le spese sono oliveti e vigneti che in provincia possono contare su produzione di altissima qualità come l’olio extravergine di oliva Cartoceto Dop e le doc del vino Bianchello del Metauro, Colli Pesaresi e Pergola. Soprattutto chi ha allestito nuovi impianti è costretto a irrigazioni di salvataggio per non perdere le risorse investite.

«Un periodo così siccitoso non si era mai visto – racconta Tommaso Di Sante, presidente di Coldiretti Pesaro Urbino – neanche andando indietro di 60 anni con la memoria storica di mio padre. Le piogge cadute nei giorni scorsi non hanno minimamente risollevato la situazione. Critica la situazione negli orti e nei frutteti. Come anche c’è grande preoccupazione per le barbabietole da zucchero, coltura un tempo molto presente nella provincia pesarese e reintrodotta da qualche anno nell’ambito del progetto di valorizzazione dello zucchero 100% Made in Italy. Dinamiche che non fanno che non fanno che aumentare le difficoltà già in atto con l’aumento dei costi energetici e delle materie prime come nell’esempio del settore zootecnico dove gli allevatori sono stretti tra pascoli aridi e difficoltà di reperire foraggi – si prevedono cali in tutta Italia del 45% – dal costo comunque lievitato. Senza contare che l’afa riduce anche la produzione di latte nelle stalle.

Servono bacini di accumulo e investimenti sulla rete idrica – conclude Di Sante – ma non lo scopriamo da oggi. I cambiamenti climatici sono in corso da anni e una migliore gestione delle risorse era auspicabile già da tempo. Credo che a questo punto sia un processo non più rinviabile».