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Pesaro

Nuovo dpcm, violenza in piazza. Il sindacato di Polizia di Pesaro: «Vogliamo essere un ponte di pace»

Il segretario Silp Cgil Pierpaolo Frega: «Alla luce del nuovo decreto rimaniamo interdetti su come l'ordine pubblico possa rimere stabile. Ma non dobbiamo essere noi l'obiettivo degli scontri»

La polizia di Pesaro

PESARO – Proteste di piazza e tensioni sociali dopo il nuovo Dpcm. I sindacati di Polizia riflettono sul clima che si sta creando. Gli scontri di Napoli e Roma sono un campanello d’allarme e anche a Pesaro le categorie sono pronte a manifestazioni.

Pierpaolo Frega del Silp Cgil spiega: «Alla luce del nuovo dpcm rimaniamo interdetti su come la situazione dell’ordine pubblico possa rimanere stabile. Non siamo né virologi né negazionisti, siamo solo persone deputate a far rispettare la legge. Gli episodi di Napoli, di Livorno, di Roma sono un pericoloso campanello d’allarme che mette donne e uomini della Polizia di Stato e delle altre forze dell’ordine in grande difficoltà. Ci rendiamo conto delle problematiche e delle preoccupazioni della popolazione, molti privati esercenti, ristoratori, partite iva possono essere nostri parenti, nostri familiari. Ma il nostro ruolo ci obbliga ad essere interfaccia tra lo stato e la società civile. Le violenze che sono state perpetrate ai danni delle forze dell’ordine non devono trovare assolutamente alcuna giustificazione, ma proprio per questo vorremmo lanciare un ponte di pacificazione: siamo consapevoli delle difficoltà del periodo in questione, ma vogliamo che sia chiara una questione: non dobbiamo essere noi l’obiettivo della rabbia e dello sfogo delle persone». 

Pierpaolo Frega, Silp Cgil

Il Silp chiude: «In queste ore confuse e dettate più dalla rabbia che dal buon senso leggiamo di manifestazioni, di disobbedienza civile, di ripresa della “libertà personale”. Questi eventi chiameranno la Polizia ad un servizio ememergenziale e straordinario. Ecco, non individuate in noi lo sfogo e la rabbia repressa, noi siamo e saremo sempre i garanti della legge e della democrazia, parafrasando Pasolini “I poliziotti sono figli della società, dei lavoratori, sono lavoratori”. Aiutiamoci insieme a superare questo momento, scontri sociali sono solo dannosi e forieri di altra rabbia e di divisioni. Di tutto questo nessuno di noi oggi, sebbene disorientati, spaventati e arrabbiati, ne ha bisogno».