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Pesaro

Pesaro, pino pericolante davanti alla caserma: sarà abbattuto con il benestare degli ambientalisti

Aspes ha avviato una indagine sulla pianta che rischia il crollo. Pieri: «Metteremo a dimora altri alberi, ma con la sicurezza non si rischia»

Il problema alla base del pino

PESARO – Pino pericolante davanti alla caserma, via all’abbattimento con il benestare degli ambientalisti. Ma Aspes promette nuove alberature. Nell’ambito della gestione del verde urbano il gruppo Aspes spa ha eseguito il censimento del patrimonio arboreo del Comune di Pesaro che contra oltre 25mila alberi. Una pratica che ha permesso all’azienda di valutare lo stato di salute del patrimonio comunale e rilevare preventivamente eventuali problematiche delle alberature. Tra queste c’è un grande pino domestico che sorge nel parcheggio antistante la Caserma dell’Esercito e che presenta grosse criticità: un’alberatura importante e longeva che, proprio in ragione del suo valore naturalistico, è stata costantemente monitorata negli ultimi due anni per studiare l’evoluzione del suo stato di salute e comprendere se fosse possibile conservare l’albero magari con interventi mirati del servizio del Verde.

Sono state effettuate indagini di stabilità a livello avanzato e con l’ausilio di strumentazione specifica. Purtroppo per questo pino non è stato possibile trovare soluzioni alternative al suo abbattimento in quanto la presenza di un difetto denominato ‘radice strozzante’ ha causato delle malformazioni alla base del fusto che compromettono la stabilità dell’albero e dunque determinano un rischio caduta inaccettabile per la pubblica incolumità. Per questo non potendo percorrere strade alternative la pianta sarà abbattuta. Medesimi studi in questi 24 mesi sono stati effettuati sull’altro pino domestico che sorge nella stessa area e che ha evidenziato ugualmente delle criticità: il quadro per fortuna non è del tutto compromesso e con alcuni interventi specifici di potatura sarà possibile preservare la pianta.

L’enorme pino a rischio crollo

«Purtroppo una volta che abbiamo completato il censimento arboreo abbiamo rilevato delle pesanti criticità su questo grosso pino domestico che sorge nell’area di sosta davanti alla Caserma dell’Esercito – spiega il presidente di Aspes spa Luca Pieri -. E siccome per noi tutte le piante, ed in maniera particolare quelle così imponenti e longeve, sono un elemento imprescindibile ed un valore aggiunto in un contesto urbano abbiamo svolto studi approfonditi sull’albero per valutare l’evolversi del quadro. Come Aspes poi ci siamo confrontati anche sul campo con gli esperti naturalisti ed ecologi Massimo Pandolfi ed Andrea Fazi, designati dalle associazioni ambientaliste Lipu, Legambiente, Lupus in Fabula e Wwf che hanno concordato sulla necessità di questo abbattimento poiché la situazione dal punto di vista della stabilità risulta ormai compromessa e occorre scongiurare il rischio di una caduta garantendo così la pubblica incolumità. Non farlo arrecherebbe grave pregiudizio alla sicurezza di passanti, residenti e automobilisti. In accordo con le associazioni ambientaliste abbiamo acquisito le scelte conservative ed a favore del massimo mantenimento del verde urbano sia come quantità che come qualità, nella considerazione che oggi più che mai, a fronte dell’incremento del riscaldamento globale e dell’aumento della bolle di calore urbana, è estremamente necessario in città salvaguardare al massimo il volume del verde di alberi, arbusti e superfici a prato per la riduzione di CO2, dell’inquinamento atmosferico e per la riduzione, con l’ombreggiamento, delle temperature urbane al suolo e nell’aria, diversificando, al contempo, la qualità del verde urbano piantato ed incrementando il valore della biodiversità urbana».

Pieri chiude: «L’altro grosso pino domestico che sorge a pochi metri da quello che in questi giorni andremo ad abbattere ha evidenziato ugualmente delle criticità, ma queste sono gestibili e dunque non dovrà essere abbattuto. Sarà sufficiente eseguire un intervento di potatura mirato e specifico. In sostituzione della pianta abbattuta i nostri addetti provvederanno poi alla messa a dimora di un nuovo pino domestico valutando di ripianare questa terminazione di filare con la messa in opera nei tornelli ora vuoti di altri due pini domestici andando così a ricostituire un piccolo filare con questo bellissimo e grande albero molto caratteristico del paesaggio vegetale delle nostre città».