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Pesaro

Pesaro, oltre 600 firme per dire no al Green pass a scuola

Docenti, studenti e genitori hanno atteso il loro turno nello studio dell'avvocatessa Giampaoli. «Grande affluenza»

Italian Green Pass. EU Digital certificate Covid-19. Covid or Coronavirus vaccine certificate. Selective focus

PESARO – Insegnanti, studenti universitari e genitori no green pass si sono messi in coda per firmare la petizione contro il Green pass a scuola.

Tutti in coda nello studio dell’avvocatessa Isabella Giampaoli in via delle Galligarie 51 per apporre la loro firma alla “Petizione scuola” redatta dal professore Daniele Granara per dire no al decreto che impone la certificazione verde, ottenibile sottoponendosi alle vaccinazioni “anti‐ Covid” con relativi richiami periodici oppure a tamponi/test Covid19 a pagamento ogni 2 giorni per accedere alle scuole e università.

Alla metà di agosto nelle Marche 34.481 tra docenti ed Ata avessero ricevuto la prima dose e 31.615 (87,79%) anche la seconda, su una platea totale di 36.012 unità.

«È stato un successo – spiega l’avvocatessa Isabella Giampaoli – proprio nel giorno del ministro Speranza a Pesaro oltre 600 persone hanno firmato la petizione. La fila in via delle Galligarie era molto lunga. Un’affluenza enorme ed una risposta fantastica della cittadinanza coinvolta. E abbiamo saputo che Speranza è stato fortemente contestato. Siamo molto soddisfatti perché c’erano docenti, studenti e genitori. Tutti pronti a dire no a questa forzatura. Il decreto scuola è inapplicabile da un punto di vista normativo in quanto in contrasto con il regolamento europeo perché il green pass non può essere utilizzato per discriminare il personale docente».

La fila per firmare la petizione

L’avvocatessa sta seguendo diversi insegnanti anche da un punto di vista legale. «All’ultima riunione c’erano circa 60 docenti, anche universitari. Sono contrati al green pass a scuola e vogliamo far valere le loro ragioni. C’è chi è pronto a una mediazione con il tampone salivare ma anche chi si sente discriminato e ed è pronto a denunce penali nei confronti dei dirigenti scolastici per il trattamento illecito di dati sensibili senza autorizzazione».