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Pesaro

Pesaro, negato il congedo per assistere la figlia disabile. Il tribunale accoglie il ricorso

La Fp Cgil racconta la storia di un'infermiera che si è vista rifiutato il diritto di congedo per motivi straordinari dall'Asur Area Vasta 1: «Auspichiamo che gli enti pubblici adottino una maggiore sensibilità»

PESARO – Si vede negare il congedo per assistere alla figlia disabile, ricorre e lo ottiene.

A parlarne è Roberto Rossini, segretario Cgil Pesaro Urbino: «Come Fp Cgil abbiamo ottenuto un primo importante risultato a tutela del diritto dei lavoratori genitori di figli con gravi disabilità, che si erano visti negare dall’Asur Area Vasta 1 il diritto ad accedere al congedo straordinario.  

Anche questa volta, sempre supportati dal lavoro dell’avvocato Virgilio Quagliato che ha patrocinato la lavoratrice, abbiamo dovuto depositare al Tribunale di Pesaro un apposito ricorso per tutelare il diritto di una infermiera, dipendente dell’Asur, che già godeva dei diritti di cui la legge 104/1992 in relazione alla figlia minore disabile in condizione di gravità che necessita di assistenza continuativa e “formata”. Anche il padre della bambina lavora, anche lui come infermiere presso l’Asur.

In seguito all’applicazione delle misure per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, l’Istituto al quale la bambina era stata affidata per i servizi di assistenza e cura ha dovuto necessariamente chiudere le proprie attività e nel contempo, non ha potuto assicurare alcuna assistenza domiciliare.

Per questa ragione la lavoratrice si è vista costretta a richiedere alla propria azienda di poter usufruire del congedo ai sensi dell’art. 42 d.lgs 151/2001 e dell’art. 4 c.2 della Legge n.53/2000 che, inizialmente le viene concesso, ma che successivamente le viene revocato ai sensi dell’art. 1 lettera P del DPCM 8/3/2020 relativo alla “pandemia Covid-19”, articolo questo che si è chiaramente limitato a sospendere solo ed esclusivamente i congedi ordinari.

Spiace constatare di nuovo, che malgrado lunghe e articolate interlocuzioni con l’Area Vasta 1, la lavoratrice da noi assistita, si è vista costretta a rivolgersi al Tribunale per vedersi applicare quanto affermato dalla norma, e cioè che “sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico” ma non quelli straordinari, quale è quello richiesto ai sensi della legge 104/92.

Siamo comunque contenti della rettifica fatta dall’Asur, che solo dopo la notifica del ricorso avvenuta il 14 aprile, il 15 aprile ha emanato la revoca del provvedimento.

Questo importante risultato che riafferma la necessità di tutelare le persone portatrici di handicap e le loro famiglie, anche e soprattutto in momenti di massima emergenza, ci deve nuovamente far interrogare su quanto il nostro sistema sanitario, i nostri servizi sociali e socio-assistenziali, siano messi nelle effettive condizioni di operatività e di sicurezza per garantire la necessaria assistenza e sostegno ai soggetti più bisognosi e fragili della nostra comunità.

Auspichiamo che gli enti pubblici adottino una maggiore sensibilità nell’affrontare tali tematiche, valutando nel merito le condizioni concrete in cui si trovano i lavoratori con queste difficoltà, abbandonando prassi e interpretazioni che ostacolano e che non di certo agevolano la tutela questi cittadini».