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Pesaro

Pesaro, minacce e botte alla moglie: scatta il divieto di avvicinamento

Uno straniero dell'Est Europa, spesso ubriaco, è stato denunciato dalla Squadra Mobile per i maltrattamenti alla moglie e figlio

PESARO – Marito violento, scatta il divieto di avvicinamento per uno straniero di 40 anni.

Nell’ambito delle attività di contrasto del fenomeno degli atti persecutori, gli investigatori della Squadra Mobile hanno eseguito un’ordinanza contenente le misure cautelari del divieto di avvicinamento alla moglie e al figlio minorenne dell’indagato, del divieto di comunicare con lei nonché dell’allontanamento dalla casa familiare e divieto di accedervi senza il permesso del Giudice.

L’operazione di Polizia appena conclusasi ha avuto origine grazie alla denuncia della vittima, avvenuta subito dopo essere stata minacciata dal convivente.

Dai racconti della donna e dai successivi approfondimenti investigativi svolti dopo la prima segnalazione, è emerso un quotidiano costellato di aggressioni fisiche, minacce continue anche di morte, offese che hanno distrutto l’autostima della vittima facendole provare un costante senso di angoscia per se stessa ma anche per il figlio minore. Agli episodi di violenza fisica e psicologica nei confronti della donna, infatti, aveva assistito anche il figlio minore, anch’esso vessato dai comportamenti molesti del padre. In un episodio, il convivente rientrando a casa ubriaco aveva addirittura danneggiato con un calcio la porta dell’appartamento, mentre la vittima aveva cercato di fuggire in maniera rocambolesca rifugiandosi in un locale pubblico per evitare aggressioni fisiche.

Gli approfondimenti investigativi effettuati, hanno evidenziato che la donna, aveva vissuto anni ed anni di vessazioni fisiche e morali, integrando così il reato di maltrattamenti in famiglia, previsto e punito dall’art. 572 c.p.

Grazie alla segnalazione dei fatti e delle indagini svolte è stato fornito un quadro probatorio alla Procura della Repubblica e al G.I.P. presso il Tribunale di Pesaro che ha consentito di emettere il provvedimento eseguito che, in caso di inosservanza anche temporanea da parte del sottoposto può comportare l’applicazione di misure coercitive più gravi fino alla custodia cautelare in carcere .