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Pesaro

Anche a Pesaro metalmeccanici in piazza per lo sciopero

I sindacati territoriali Fim, Fiom e Uilm: «Confindustria ha interrotto la trattativa per il contratto nazionale. Tentativo di attaccare diritti e salario. Sui lavoratori il peso della crisi»

PESARO – Bandiere e megafono. Manifestazione Fim, Fiom e Uilm sotto la sede di Confindustria a Pesaro.

Dopo una campagna di assemblee di massa, lo sciopero delle flessibilità e degli straordinari, i sindacati hanno indetto uno sciopero generale dei metalmeccanici indetto a livello nazionale per l’intera giornata del 5 novembre. A Pesaro hanno organizzato un presidio statico con numero di partecipanti limitato nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

Lo sciopero davanti alla sede di Confindustria

Lo sciopero di 4 ore a livello nazionale, aumentato ad 8 ore nella provincia di Pesaro, è stato indetto dopo che Confindustria/Federmeccanica il 7 ottobre «ha deciso di interrompere la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro metalmeccanici dichiarandosi non disponibili a trovare accordi sulle richieste avanzate da Fim Fiom Uilm tra cui l’aumento di salario dell’8% sui minimi tabellari – spiegano le sigle – Di fronte a questa chiara volontà da parte di Confindustria di attaccare il contratto collettivo nazionale su tutti i fronti, diritti e salario, riversando sulle spalle di lavoratori e lavoratrici tutto il peso della crisi, è necessario ed urgente rispondere fermando le fabbriche. Quelle stesse fabbriche che pochi mesi orsono, durante il lockdown, sono rimaste aperte nonostante la pandemia a seguito delle pressioni proprio di Confindustria sul governo poiché ritenute essenziali per il Paese. Pensiamo sia opportuno che Confindustria, anziché approfittare della situazione socio-sanitaria per cercare di togliere diritti, debba vegliare sulle aziende affinchè rispettino i protocolli sulla sicurezza, ad oggi ancora un optional per molti imprenditori».