Centro Pagina - cronaca e attualità

Pesaro

I commercianti di viale Trieste: «No alla pedonalizzazione, è l’anno peggiore per provare»

Ristoratori e gestori di locali di Pesaro si sono riuniti per manifestare il loro dissenso verso il Comune: «Non è il momento di sperimentare, stiamo vedendo la luce solo ora»

I commercianti in strada in viale Trieste

PESARO – Non ci stanno i commercianti, ristoratori, gelatai e pizzaioli del primo tratto di viale Triste. Dicono no alla pedonalizzazione voluta dal Comune di Pesaro.

Dopo l’accordo Comune-Inps per il parcheggio gratuito da 150 posti nella parte cementata della zona sportiva di Villa Marina, il Comune ha pensato a una rivoluzione sul lungomare. Due le aree pedonali h24 annunciate su viale Trieste: la prima nel tratto compreso tra via Marconi e via Pola, l’altra nel percorso incluso tra viale Zara e via Ninchi. Si perderanno 46 posti auto, con la possibilità di mettere i tavoli sui marciapiedi in una sorta di piazza continua.

Ma i commercianti, assieme a Davide Ippaso della Confcommercio, non ci stanno e hanno dato vita a un’iniziativa di protesta: «Non c’è nessuna progettualità, si chiude con delle fioriere senza nessun piano strategico – dicono i commercianti riuniti in viale Trieste -. Avevamo detto no sin dall’inizio perchè pensiamo che sia tutto fatto in fretta e male. Residenti, commercianti, albergatori tutti contrari a un non progetto. E invece sono andati avanti. Un progetto per il viale Trieste deve essere fatto a lunga scadenza, con arredi urbani coerenti. Andava pensato per il 2021, questo è l’anno peggiore per provarci, per sperimentare. Vediamo solo ora un po’ di luce in fondo al tunnel, non vogliamo rovinare tutto. Non siamo mai stati ascoltati. Non capiamo questa chiusura che arrecherà danno anche agli alberghi perchè i pullman saranno costretti a serpentine impossibili nelle strette vie laterali».

Anche per i residenti l’impatto sarebbe negativo: «Con la pedonalizzazione perdiamo posti auto che per noi sono fondamentali e anche il fatto di avere tavolini in strada è discutibile in relazione agli assembramenti che potrebbero venirsi a creare».