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Pesaro

Pesaro Capitale della Cultura 2024, Cgil e Cisl: «Mobilitazione per chiedere al ministro un piano di assunzioni»

Sciumbata e Todaro: «In Provincia di Pesaro e Urbino manca il 33% di addetti alla sicurezza e accoglienza»

Pesaro in una veduta aerea

PESARO – Via alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del ministero della Cultura contro «l’inammissibile situazione di degrado organizzativo di tutti i cicli lavorativi interni al dicastero».

È quanto fanno sapere Cgil e Cisl. Una mobilitazione che parte da lontano e che guarda a Pesaro Capitale della cultura 2024. «Nel nostro Paese – fanno sapere Vania Sciumbata, Fp Cgil e Francesco Todaro, Cisl Fp Pesaro Urbino – famoso in tutto il  mondo proprio per il suo immenso patrimonio artistico e culturale non possiamo più tollerare l’indifferenza con la quale il governo e il ministro Dario Franceschini stanno affrontando i nodi strutturali del declino del lavoro all’interno del ministero e dei servizi alla cultura; non possiamo più tollerare la mancata programmazione delle assunzioni e dei fabbisogni cui si aggiunge la totale assenza di tutele per i lavoratori esternalizzati».

I sindacalisti snocciolano i nodi. «Nel 2024 che vedrà la città di Pesaro protagonista quale ‘Capitale italiana della Cultura’ va colta l’opportunità che un tale riconoscimento produce in termini di visibilità e di investimenti per l’intero territorio provinciale e quindi non c’è più tempo da perdere: in numerose strutture, infatti, la carenza di organico degli addetti alla vigilanza e accoglienza sfiora il 33 per cento rispetto alla dotazione.

È pertanto necessario procedere con un piano straordinario di assunzioni anche attraverso l’immediato assorbimento di tutta la graduatoria del concorso AFAV, comprensiva degli idonei, con l’avvio immediato dei concorsi autorizzati, con la previsione di riserve per il personale interno e per i contratti flessibili nonché l’ampliamento delle previsioni numeriche a copertura delle attuali carenze».

Infine Cgil e Cisl chiedono «l’avvio di un confronto che impegni l’Amministrazione in un piano di investimenti straordinario per la digitalizzazione delle prassi amministrative interne e una adeguata e coerente regolamentazione delle forme di lavoro da remoto. Allo stesso tempo vogliamo un impegno concreto per la piena applicazione di tutti i nuovi istituti contrattuali (ordinamento professionale, attuazione delle progressioni economiche e di quelle giuridiche tra le aree del personale). Questi sono alcuni dei punti chiave della vertenza nazionale su cui chiediamo di aprire un confronto reale e costruttivo con il ministro Franceschini e certamente, qualora non dovessimo ricevere risposte, avvieremo una massiccia mobilitazione, portando all’attenzione dell’opinione pubblica la gravità della attuale situazione».