Pesaro

Pesaro, bloccato lo sfratto di Alessandro, l’agricoltore disabile. «Chiediamo tempo, da soli non ce la facciamo»

Da nove anni in carrozzina e con problemi economici, la casa era stata confiscata. Per ora tutto fermo. E continua la raccolta per il suo trattore

Alessandro Moneti e il padre Giuseppe

PESARO – Bloccato per il momento lo sfratto di Alessandro Moneti e della sua famiglia, compreso il fratellino 13enne. Avrebbe dovuto sgomberare l’abitazione di via per Soria per via di un procedimento di esecuzione immobiliare, successivo alla confisca e vendita all’asta della casa assegnata a un nuovo proprietario.

Tutto dovuto a un gravissimo disagio economico e sociale che sta vivendo la famiglia, piegata dai debiti per l’azienda fallita e dalle enormi spese legate alla riabilitazione del ragazzo da nove anni in carrozzina. 


Il custode giudiziario nel procedimento di esecuzione immobiliare si è presentato nell’abitazione di via per Soria, dove c’erano amici e parenti, oltre a rappresentanti di alcune associazioni, tra cui la Coldiretti, che hanno dato il loro sostegno alla famiglia Moneti. È stato consegnato il verbale di liberazione dell’immobile. Ma per fortuna nessuno sgombero per ora. La famiglia vuole liberare l’abitazione, ma chiede solo più tempo.

Alessandro si era già impegnato assieme ad associazioni per la raccolta di fondi che consentisse al giovane di acquistare un trattore attrezzato per la sua disabilità 

Il padre di Alessandro ha sottolineato: «Abbiamo solo chiesto del tempo, però abbiamo questa situazione che non ci permette di reagire in tempi rapidi. Abbiamo fatto un percorso lungo e di soddisfazione perché Alessandro sta recuperando tanto. Purtroppo non abbiamo potuto appoggiarci ad assicurazioni, ma abbiamo fatto tutto da soli a livello economico. Non siamo stati protetti in maniera giusta. Non è mai stato trovato il pirata della strada, si potevano approfondire tante cose. Noi siamo qui e ha potuto pagarsi le cure perché ci sono stati privati che ci hanno aiutato. Da soli non ce la facciamo e dobbiamo chiedere aiuto».

La sua vita lavorativa sarebbe dovuta migliorare ancora grazie all’acquisto del trattore riadattato alle sue esigenze e per questo progetto si sono mobilitati il Centro servizi per il volontariato e la fondazione Wanda Di Ferdinando, avviando una raccolta fondi su gofundme.com.

In due mesi sono stati raccolti oltre 17mila euro ma la strada è ancora lunga per arrivare ai 156.500 del totale. 

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