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Pesaro

Pesaro, oltre 40 mila metri quadri edificabili tornano aree verdi

In Consiglio comunale si è deciso di costruire sul costruito. Nobili: «Siamo contro il consumo del territorio». Una scelta in linea con il documento Pesaro 2030

Il presidente del Consiglio Comunale Perugini in videoconferenza

PESARO – Piano urbanistico, a Pesaro si costruirà sul costruito, non su aree nuove. Questa il fine della delibera di urbanistica approvata in Consiglio comunale lunedì sera – 16 novembre – in videoconferenza: «Rinunciamo alla possibilità di costruire – così l’assessore all’Urbanistica Andrea Nobili -, perché siamo contro il consumo del territorio e a favore del verde».

Come stabilito nel documento Pesaro 2030, «Se da un lato vanno rispettati i diritti acquisiti dai proprietari delle aree edificabili, dall’altro vanno contemporaneamente agevolate le richieste di coloro che chiedono di far tornare agricoli i loro terreni».

Le aree edificabili diventano verdi, con l’adozione della variante al Piano Regolatore Generale, per ridurre il consumo di suolo e del carico urbanistico, in queste comunali: il parco del Cuneo Verde, strada della Romagna loc. Colombarone, SS16 loc. Cattabrighe, Area produttiva lungo la Montelabbatese in via delle Regioni, strada dei Guazzi loc. Santa Maria dell’Arzilla ( 2 aree), strada S.Egidio loc. Novilara. Per un totale di 40.252 mq che torneranno ad essere aree agricola. 

«Prendiamo in considerazione le richieste di chi chiede di poter tornare ad avere un’area agricola. Nello specifico, in questa delibera, si parla di previsioni di edificabilità che rimarranno spazi verdi. L’Amministrazione vuole incentivare il “costruire sul costruito” – continua Nobili – attraverso tre azioni: il ripensamento degli spazi con la trasformazione delle aree urbane che hanno perso, stanno per cambiare o debbono ulteriormente sviluppare le destinazioni d’uso consolidate nel tempo; la flessibilità degli usi nel costruito; il riuso dei grandi complessi edilizi non più utilizzati attraverso nuove funzioni coerenti con le politiche dell’amministrazione».

Tra gli interventi Michele Redaelli, Forza Italia: «In questa delibera si affronta un tema importante, parte dall’esigenza dei cittadini ma è giusto fare alcune riflessioni: in questo momento storico ci troviamo in una situazione in cui privati rinunciano ad un bene, perché non ne vedono realizzazione positiva in futuro. Un dato importante su cui riflettere».

Anna Maria Mattioli, Partito Democratico: «Teniamo fede alla linea del costruire sul costruito. Questa azione green va verso la direzione giusta, per il miglioramento abitativo e salutare di tutta la città».

Anche Claudia Vanzolini, Movimento Cinque Stelle sostiene che è «Difficile opporsi, è un’esigenza dei cittadini e come tale va accolta. Provvedimento in linea con la programmazione futura della città».

Un consiglio comunale in cui si è discusso di sostenibilità. Tanto che l’assessore all’Operatività Enzo Belloni ha risposto all’interrogazione con oggetto “Boschi cittadini” del consigliere Emanuele Gambini (Prima c’è Pesaro) «Siamo in contatto settimanale con Società Autostrade – ha detto Enzo Belloni – e stiamo ragionando sulla realizzazione di boschi urbani. Abbiamo previsto 16 ettari in cui faremo piantumazioni: 10 sono vincolati in una zona a ridosso di Case Bruciate; gli altri 6 saranno realizzate in zone idonee che sceglieremo le associazioni ambientaliste». Insoddisfatto il consigliere Gambini che ha replicato «sono interventi di cui si parla da dieci anni e ancora non si definiscono queste aree».

L’assise è proseguita con la risposta dell’assessore Heidi Morotti all’interrogazione sulle “Case dell’Acqua” presentata dallo stesso consigliere Gambini. Per l’assessore all’Ambiente, «I costi di gestione per le ‘Casette dell’Acqua’, risultano elevati e sarebbe necessario un uso costante e continuo al di sopra dei 150.000 litri circa erogati da ognuna delle due casette già presenti sul territorio per evitare si ripercuotano sulle tariffa/litro pagate dall’utente finale».

Morotti sottolinea quindi che «l’Amministrazione non può, allo stato attuale, accollarsi il costo dell’installazione di tali casette in modo capillare sull’intero territorio comunale. Allo stesso tempo siamo consapevoli che l’uso indiscriminato e irresponsabile della plastica è una delle piaghe che più affligge il nostro tempo. Stiamo prendendo contatti con ditte private che si occupano, a loro spese, di installare casette dell’acqua. Verificheremo riescano a proporre condizioni di garanzia di qualità e sostenibilità economica».

In Consiglio si è passati poi a discutere di Bilancio e strumenti di pianificazione. Approvata con 18 voti favorevoli, 9 contrari e 3 consiglieri astenuti la proposta di deliberazione dell’assessore al Bilancio Riccardo Pozzi che ha presentato il Dup, Documento Unico di Programmazione «Il più importante strumento di pianificazione strategica di un Comune. Sarà un bilancio che manterrà le priorità che l’Amministrazione si era già data in tema di investimenti (prevedendo, ad esempio, azioni per ridurre a zero le spese per gli affitti degli uffici comunali) e che invece garantirà massima attenzione alla spesa corrente quella parte del documento di bilancio che terrà conto del contesto socio-economico in mutamento e sull’esigenza di mettere in atto interventi capaci di essere veloci nella fase di ripartenza (dobbiamo ad esempio prevedere risorse per progettare (e dare incarichi di progettazione) per ripensare la città nel prossimo futuro. Per Pozzi ciò che servirà sarà «velocità d’intervento, per cogliere tutte opportunità del Recovery plan e dei bandi».

Per Giulia Marchionni di Prima c’è Pesaro necessario evitare aumenti della Tari e rimodulare l’imposta di soggiorno.