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Pesaro

Pci Pesaro: «No a progetti di edilizia sanitaria privata, la Provincia chiarisca»

Al centro della polemica una lettera che il presidente Paolini avrebbe inviato ai sindaci. «Non si ceda al marketing»

cura degli anziani, alzheimer, demenze

PESARO – Progetti di edilizia sanitaria privata, il partito Comunista pesarese incalza il presidente della provincia Giuseppe Paolini.

«Esprimiamo sconcerto e stupore riguardo all’iniziativa, promossa dal presidente della provincia Paolini, di sostenere lo sviluppo di progetti di edilizia sanitaria privata, nonché profonda indignazione per le modalità a dir poco inusuali con cui tali progetti sono stati proposti all’attenzione dei sindaci del nostro territorio. Questi i fatti:  il 3 giugno il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino avrebbe inviato ai sindaci del territorio una lettera in cui si invitavano i primi cittadini a partecipare ad una videoconferenza sul tema “proposte di sviluppo immobiliare in ambito socio-sanitario”. Nella lettera si legge:   “La provincia   di   Pesaro   ha   avuto   recentemente   dei   contatti   con   alcuni   referenti   dello   Sudio di Architettura & Engineering Belotti di Como, che hanno illustrato a questa amministrazione la possibilità di sviluppare una edilizia sanitaria nell’ambito delle Residenze per Anziani e centri di riabilitazione funzionale nel territorio provinciale. Il progetto è quello di coinvolgere le istituzioni locali al fine di condividere ragionevolmente la   distribuzione sul territorio marchigiano, la realizzazione di strutture socio-sanitarie private, Hospice e Centri Diurni prevedibilmente per 1500 posti letto”».

Per il Pci «la Provincia ha avuto contatti diretti con uno studio privato, il quale ha proposto direttamente all’ente progetti di sviluppo e di ammodernamento del patrimonio edilizio sanitario. Il Partito Comunista Italiano stigmatizza questo modo di procedere, assolutamente contrario alla prassi usuale: di norma, un ente pubblico prima realizza uno studio per individuare i fabbisogni, quindi elabora piani e infine procede agli appalti. Dalla lettera emergerebbe l’immagine di un ente pubblico che cede alle lusinghe del marketing e si adopera subito per promuovere quanto pubblicizzato presso i sindaci della provincia.

Non solo: leggendo attentamente la lettera,  si scopre che fra gli obiettivi della videoconferenza vi sarebbe la valutazione della “ammissibilità delle costruende strutture al convenzionamento”, mentre si incalzano i Comuni affinché esaminino “l’acquisizione delle aree, sia in piena proprietà che in diritto di superficie, operazione finalizzata alla sostituzione delle strutture non più adeguate”.  Il tutto condito, come al solito, da numeri mirabolanti circa le ricadute occupazionali di tali operazioni. Ripetiamo: questa lettera conferma ancora una volta la preoccupante deriva neoliberista delle forze politiche che guidano il nostro territorio, non solo riguardo ai contenuti di un’azione di governo sempre più improntata a logiche privatistiche e di mercato, ma ormai, anche riguardo alle modalità con cui le stesse pratiche politiche vengono promosse».