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Pesaro

È morto Walter Valentini, pittore, scultore e incisore di fama internazionale

L'artista era nato a Pergola, ha lavorato a Roma e Milano. Si è formato a Urbino. Ricci: «Grande protagonista dell'arte»

L'opera di Valentini Cielo

PESARO – È morto nella notte, 𝐖𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢 pittore, scultore e incisore italiano di fama internazionale, nato a Pergola nel 1928.  

Si affermò negli Ottanta con opere astratte su tavola, cadenzate da ritmi geometrici. L’artista si formò a Roma nella prima sede del Convitto e successivamente a Milano, nella seconda sede del Convitto, per poi arrivare ad Urbino, alla Scuola del Libro dell’Istituto di Belle Arti, specializzandosi in litografia. Fu proprio ad Urbino che nacque la sua passione per l’incisione, realizzando quasi 200 opere grafiche, soprattutto puntesecche e acqueforti. Nel 1955 si stabilì definitivamente a Milano, dove nel 1974 organizzò la sua prima mostra d’esordio nella Galleria Vinciana. Ha partecipato alla Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea di Venezia (1955) e alla Biennale Internazionale di Ibiza e Listowel nel 1982. Valentini ha inoltre insegnato arte dell’incisione nella”Nuova Accademia di Belle Arti” di Milano dal 1983 al 1985, di cui è stato anche Direttore.

Walter Valentini

Per il sindaco Matteo Ricci, si tratta di una perdita importante perché «Valentini è stato uno dei protagonisti dell’arte italiana del XX secolo e una figura che ha continuato a mantenere un legame significativo con la nostra terra, suo territorio di provenienza. Un pensiero di vicinanza a tutta la famiglia».

Continua Daniele Vimini, assessore alla Bellezza del Comune: «proprio alla scuola del Libro di Urbino era iniziata la sua formazione culturale e professionale, profondamente segnata dalla cultura artistica del Rinascimento per lui simbolo di armonia ed equilibrio ed elemento fondante della sua poetica. Ricordo la sua opera ‘La stanza del tempo’ (1983) donata al Comune nel 2007 in occasione del progetto ‘Pesaro dona il ‘900’ e da allora entrata a far parte del patrimonio dei nostri Musei Civici».