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Pesaro

Morte Sergio Zavoli, l’Università di Urbino ricorda il giornalista

Il professionista riminese il 9 maggio del 1986 era stato insignito della laurea ad honorem in Lettere. Quel giorno, erano presenti anche Federico e Giuletta Fellini. Le parole del rettore Stocchi

Nella foto Sergio Zavoli, Carlo Bo, e Giulietta Masina in occasione della cerimonia di conferimento della laurea ad honorem in Lettere nel 1986 (Foto: Ateneo di Urbino)

URBINO – Sergio Zavoli e il suo legame con Urbino e gli studenti. A ricordare il giornalista e scrittore, morto oggi, 5 agosto, all’età di 96 anni, anche il rettore dell’ateneo urbinate. «Zavoli – dice il rettore Vilberto Stocchi – ha incarnato nella sua lunga carriera l’impegno e la dedizione per la ricerca della verità, un insegnamento per tanti giovani, studenti e studentesse del nostro e di tutti gli atenei».

Il giornalista e scrittore era fortemente legato all’Università di Urbino. Il 9 maggio del 1986 era stato insignito della laurea ad honorem in Lettere. Un ricordo che in seguito raccontò così: «La mia prima attenzione alla storia di questa Università non nacque – sarebbe stata una ben tardiva e solo sentimentale ragione – quando, essendomi stata conferita dall’Ateneo urbinate una laurea ad honorem, avrei potuto semplicemente farmi guidare dalla riconoscenza. Del resto, chi avesse assistito a quella cerimonia – presieduta dal Rettore Carlo Bo alla presenza del Ministro della Pubblica Istruzione, signora Franca Falcucci, e di una bella rappresentanza del corpo accademico – saprebbe come fu spoglia d’ogni genere, diciamo, di paludamenti. Ministro e docenti, in piedi, battevano le mani, io mi avvicinai allo scranno per ricevere il diploma, e alle mie spalle si levò il cortese applauso dell’Aula Magna. Nel pubblico c’erano anche Federico e Giulietta Fellini […] Legai quel giorno, in cuor mio, all’amicizia di Federico e di Carlo, due esempi di come l’intelletto può esprimersi nel cinema e nella letteratura obbedendo a una sorta di necessità, come il demone socratico, che non avrei più visto così laica e spirituale insieme». 

Un altro riconoscimento al grande maestro di giornalismo radiotelevisivo, autore di grandi inchieste e che fu anche scrittore e politico, risale all’ottobre del 2011, alla cerimonia di intitolazione del Campus scientifico ad Enrico Mattei. In quell’occasione Zavoli, allora presidente della Commissione vigilanza della Rai e senatore, ricevette il Sigillo di Ateneo. Proprio alla figura di Mattei, Zavoli aveva dedicato “Ricordo di Enrico Mattei”, documentario del 1967. Ancora nel 2011 fu suo uno degli interventi per la Commemorazione di Carlo Bo nel centenario della sua nascita al Senato della Repubblica: «Voglio ricordare – disse – che a Carlo Bo si deve un magistero dal quale promana anche la qualità non solo riflessa dell’Ateneo di Urbino».

Il rapporto con la città e l’Università conobbe ripetuti appuntamenti tra i quali, nel 2012, la presentazione del libro autobiografico “Il ragazzo che io fui”. Così anche l’amicizia con il professor Stefano Pivato, già rettore dell’ateneo urbinate, come lui legato alla città di Rimini. «In questo momento – è il messaggio commosso di Pivato – di lui so dire soltanto ciò che scrisse Montanelli definendolo il principe dei giornalisti televisivi italiani».