Centro Pagina - cronaca e attualità

Pesaro

Mombaroccio set di Hollywood, il produttore Arman Julian: «Il film finanziato con diversi milioni di dollari»

Arman Julian ha incontrato l'amministrazione pesarese. Il lungometraggio è tratto dal libro “Siamo qui, siamo vivi. Il diario inedito di Alfredo Sarano e della famiglia scampata alla Shoah”. Le riprese nel 2023

Il produttore Julian e l'amministrazione pesarese

PESARO – La notizia del produttore di Hollywood Arman Julian pronto a girare un film tra Pesaro e Mombaroccio per raccontare la storia di una famiglia che salvò 14 mila ebrei, è rimbalzata in tutta la regione.

Pesaro e le Marche sono pronte a trasformarsi in un set hollywoodiano, una vetrina importante. Il noto produttore Arman Julian ha infatti annunciato la realizzazione di un lungometraggio tratto dal libro “Siamo qui, siamo vivi. Il diario inedito di Alfredo Sarano e della famiglia scampata alla Shoah”, scritto dal giornalista pesarese Roberto Mazzoli con prefazione della senatrice a vita Liliana Segre. Le riprese, che verranno girate tra il santuario francescano del Beato Sante di Mombaroccio e in altre location delle province di Pesaro e Urbino e di Ancona, inizieranno nella primavera del 2023.  

«Un onore per la città ospitare ed essere protagonisti di un altro importante progetto artistico – commentano il sindaco Matteo Ricci e il vice sindaco Daniele Vimini, insieme all’assessore alla Crescita Giuliana Ceccarelli-. Un grande spot per tutto il territorio, che testimonia la crescita, e le ricadute economiche, dell’industria culturale locale su cui stiamo scommettendo con forza, anche nel racconto della candidatura di Pesaro a Capitale Italiana della Cultura 2024». 

Nei giorni scorsi Arman Julian, accompagnato dal co-produttore pesarese Michele Mucciacito, ha incontrato le autorità e gli amministratori del territorio che si prepara ad ospitare volti noti del panorama hollywoodiano.  

Il lungometraggio verrà girato quasi interamente nelle Marche: «Si tratta di una produzione internazionale del valore di diversi milioni di dollari – spiega Arman Julian, che nelle prossime settimane sarà anche in Germania e Israele – faremo rivivere i luoghi degli avvenimenti realmente accaduti in questo territorio durante la seconda guerra mondiale». Il film racconterà la vicenda del segretario della comunità ebraica di Milano, Alfredo Sarano, che salvò la vita ai 14.000 ebrei milanesi nascondendo le liste dei nomi della sua comunità ai rastrellamenti nazisti prima di fuggire con la sua famiglia di sette persone a Mombaroccio. Qui gli ebrei vennero protetti dai i frati francescani del santuario del Beato Sante. Determinante per la loro salvezza fu il gesto del comandante tedesco della Wehrmacht Erich Eder, il cui nome dal 2021 spicca nella Foresta dei Giusti Gariwo. Il giovane ufficiale, pur avendo scoperto l’identità degli ebrei, decise di non deportare nessuno verso i campi di sterminio ed anzi fece un voto al Beato Sante per avere salva la vita di tutte le persone durante il devastante bombardamento del 25/26 agosto 1944 ordinato dal Primo Ministro inglese Churchill giunto di persona a Montemaggiore al Metauro per coordinare lo sfondamento della Linea Gotica. Nelle grotte del convento erano nascoste insieme alle famiglie ebree anche 300 civili che si salvarono dalle bombe degli Alleati. 

Nei giorni scorsi l’avvio della pre-produzione è stata segnalata con grande enfasi anche dal giornale “Hollywood Reporter”, la più prestigiosa rivista cinematografica al mondo che riportava le seguenti dichiarazioni del giornalista Roberto Mazzoli e della famiglia Sarano. «Grazie alla sensibilità di Arman Julian – ha detto Mazzoli – le parole di Alfredo Sarano scritte quasi 80 anni fa torneranno a riaccendere quelle luci che illuminano le tenebre della Shoah». Per Miriam Sarano, figlia di Alfredo: «La nostra storia tra Milano, Pesaro, Mombaroccio è una storia di eroi che sono riusciti a salvare le persone. Speriamo che la produzione cinematografica di Arman Julian trasmetta al pubblico il messaggio che abbiamo ricevuto dai nostri genitori: Alfredo e Diana Sarano, un messaggio di coraggio, fiducia e speranza per un futuro migliore per la prossima generazione».