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Pesaro

Marche, la consigliera Ruggeri (M5S): «Cannabis terapeutica: disservizi nella consegna e alcuni medici contrari, un tabù»

La consigliera regionale denuncia i disagi dei pazienti. Intanto a Urbino è record per le firme raccolte per il referendum sulla cannabis legale

Cannabis (Foto di 7raysmarketing da Pixabay)

PESARO – Cannabis terapeutica e firme per la cannabis legale. Da un lato sul fronte medico la Regione Marche appare indietro, dall’altra Urbino fa registrare una raccolta firme da record. Un argomento sempre molto dibattuto e spesso divisivo.

Marta Ruggeri, capogruppo Movimento 5 Stelle

La consigliera regionale M5S Marta Ruggeri sottolinea: «Nelle Marche l’uso terapeutico della cannabis appare un tabù non ancora infranto del tutto, nonostante la normativa di riferimento, una Legge Regionale all’avanguardia, sia stata adottata la bellezza di quattro anni fa. Sono infatti numerosi – afferma la capogruppo di M5S, Marta Ruggeri – i pazienti che lamentano difficoltà e disagi al momento di accedere alle cure con cannabis terapeutica. La nostra proposta è di migliorare l’efficienza e l’efficacia delle procedure per distribuire il farmaco e di verificare i risultati ottenuti attraverso il monitoraggio periodico. Sono da implementare i corsi per formare e aggiornare gli operatori sanitari, previsti dalla Legge regionale».

La mozione dei 5 Stelle sollecita inoltre l’avvio di almeno un progetto pilota nelle Marche per produrre preparati terapeutici, di origine vegetale, a base di cannabis. «Sarebbero a esclusivo beneficio dei malati residenti nella nostra regione», specifica Ruggeri. Questo stesso progetto per ridurre il costo della cannabis terapeutica e dei principi attivi cannabinoidi, aggiunge la capogruppo pentastellata, è da attuare in sinergia «con le Università marchigiane, le associazioni di persone affette da patologie o che abbiano competenze specifiche oppure che siano interessate alla materia, come peraltro previsto dalla legge regionale».
Il ricorso terapeutico alla cannabis è come antidolorifico per alcune patologie gravi e invalidanti o qualora sia prescritto quando risultino inefficaci gli altri trattamenti medici indicati. «Purtroppo però – conclude la capogruppo Ruggeri – continuiamo a ricevere segnalazioni di disservizi e in particolare riguardo a medici che sarebbero contrari alla prescrizione di farmaci a base di cannabinoidi. Ci risulta inoltre che siano troppo poche le farmacie autorizzate a dispensare tali farmaci, che non sarebbe garantita un’adeguata continuità terapeutica e che i pazienti sarebbero oberati dalla burocrazia al momento della richiesta».

Intanto a Urbino sono 4.267 le firme raccolte per il referendum sulla cannabis legale, che corrispondono al 31% della popolazione residente. Questo fa della città ducale la prima per numero di sostenitori del referendum nelle Marche, dove le firme raccolte sono state in totale circa 15.000. A diffondere il Dato Stefania Cicco, ufficio stampa dell’associazione ‘Luca Coscioni’, uno dei soggetti promotori, al Ducato.

Sono state raccolte più firme a Urbino rispetto a città molto più grandi come Ancona, Pesaro e Fano. Un dato che potrebbe spiegarsi con l’alta percentuale di universitari.