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Pesaro

La Regione Marche dice “no”: cade l’ipotesi dell’allevamento Fileni a San Lorenzo in Campo

Concretizzato il diniego alla realizzazione del progetto, il sindaco Dellonti: «Merito del no alla variante urbanistica dato dal consiglio comunale e della mobilitazione dei cittadini»

L'ipotesi di progetto per l'allevamento del gruppo Fileni a San Lorenzo in Campo
L'ipotesi di progetto per l'allevamento del gruppo Fileni a San Lorenzo in Campo

SAN LORENZO IN CAMPO – Buone notizie per gli allevatori e i residenti di tutta la zona del Cesano che avevano protestato contro il possibile insediamento di una realtà produttiva del gruppo Fileni nell’area “Ex Aquater”. Dalla Regione Marche è arrivato il “no” alla valutazione di impatto ambientale e, grazie alla mancata approvazione in consiglio comunale della variante urbanistica al P.R.G. specifica, c’è quindi l’addio definitivo a tale ipotesi di progetto.

Con decreto n.130 del 27 aprile scorso, del dirigente della “p.f. valutazioni ed autorizzazioni ambientali, qualità dell’aria e protezione naturalistica” della Regione Marche, è stata assunta la decisione definitiva circa la procedura di V.I.A. in merito agli allevamenti convenzionale e biologico proposti dalla società agricola Ponte Pio srl e dalla società agricola Fileni Srl. Decisione a cui il gruppo Fileni non farà ricorso come temuto da parte della popolazione.

Ad annunciarlo ci ha pensato il sindaco di San Lorenzo in Campo Davide Dellonti: «Come ampiamente previsto – spiega – la decisione finale è stata negativa, quindi si è concretato il diniego alla realizzazione dell’intervento. Nell’ampio e corposo documento istruttorio, si evince in maniera netta come tale decisione definitiva negativa sia da ascrivere in maniera fondamentale al diniego alla variante urbanistica al P.R.G. dato dal Consiglio Comunale di San Lorenzo in Campo con Delibera n.1 del 01/02/2020».

Davide Dellonti
Davide Dellonti

La parola fine è arrivata solo oggi anche per colpa della burocrazia che prevede a volte tempi più lunghi di quanto si aspetterebbe la cittadinanza. Tra i fattori che hanno portato a questo esito ci sono tutte le considerazioni sulle emissioni di odori che tale impianto avrebbe causato, sul notevole approvvigionamento idrico che sarebbe servito per allevare gli animali e, soprattutto, l’analisi costi-benefici: «Quel particolare progetto con quella localizzazione, esperiti tutti gli approfondimenti richiesti, non era idoneo e non recava benefici al territorio ed alla comunità locale – ha affermato ancora Dellonti. Certezza sulla conclusione dell’iter progettuale si ha perché il gruppo Fileni ha dichiarato pubblicamente che non farà alcun ricorso avverso la decisione finale della Regione».

Protagonisti di questa annosa vicenda che si protrae dalla fine del 2018 sono stati i cittadini che si sono mossi contro questo progetto sottolineando tutti gli aspetti negativi. Mobilitazione apprezzata dallo stesso sindaco Dellonti che, seppure con alcuni contrasti anche aspri, ha fatto proprie le ragioni sollevate dal comitato ad hoc creatosi per impedire la realizzazione di questo maxi allevamento che avrebbe danneggiato il territorio e la comunità locale.