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Pesaro

Intervista ad Asia Argento, ospite a Passaggi Festival di Fano con Anatomia di un cuore selvaggio

La poliedrica artista si è raccontata a 360 gradi, parlando del suo libro ma anche dei suoi progetti futuri: «Il libro nasce sotto consiglio della mia terapeuta che da anni mi incalzava»

Asia Argento
Asia Argento

FANO – Tra i nomi di spicco che questi giorni hanno solcato il palco di Passaggi festival un posto d’onore spetta sicuramente ad Asia Argento, artista poliedrica che in questi anni ha scritto pagine importanti nella scena nazionale ed internazionale vincendo molti premi, tra cui due David di Donatello per la migliore attrice protagonista per Perdiamoci di vista (1994) e per Compagna di viaggio (1997) e un Nastro d’argento per Incompresa (2014), film da lei stessa diretto. Asia si trova a Fano per presentare il suo Anatomia di un cuore selvaggio, libro autobiografico che ripercorre le tappe più significative ma anche dolorose della sua carriera tra cui i noti scandali innescati dopo la sua denuncia nella vicenda Weinstein. Ecco l’intervista per Centropagina.it.

Sei un’artista poliedrica che in questi anni ha vissuto tante vite: attrice, regista, sceneggiatrice, personaggio televisivo, cantante italiana e scrittrice. In quale di queste vesti ti sei sentita più a tua agio?
«Mi piace sperimentare… poi dipende sicuramente dal progetto. Essendo una persona solitaria, la scrittura, che sia di un romanzo o di una sceneggiatura è una dimensione privilegiata… Lavorare in solitudine mi piace perché mi trovo molto bene con me stessa; naturalmente anche tutti gli altri cappelli che hai citato mi piacciano altrimenti non mi ci sarei mai cimentata».

Sei a passaggi con il libro Anatomia di un cuore selvaggio: come nasce la genesi di questo libro?
«Il libro nasce sotto consiglio della mia terapeuta che da anni mi incalzava “devi scrivere la tua storia perché ti aiuterà a mettere una certa distanza tra te e il tuo vissuto”. Ad essere sinceri erano anni che non scrivevo, avevo già pubblicato un libro di racconti anni prima ma recentemente avevo un blocco… probabilmente mi faceva anche paura mettermi davanti ad un foglio bianco e ripercorre alcuni passaggi… quindi, mi sono messa in moto e ho trovato un agente letterario a cui ho illustrato il mio progetto e lui ha creduto in me ancora prima che io scrivessi anche una singola pagina. Da lì, da persona nata sotto il segno della vergine quale sono, meticolosa e precisa, dal 1° agosto a quando avrei dovuto consegnare, il 31 ottobre, mi sono messa al lavoro trovando immediatamente la mia voce; a volte era faticoso raccontare questi periodi della mia vita. Mi sono data però delle regole: ogni giorno, intorno alle 17, mi sedevo e mi mettevo a scrivere su di un qualcosa che avevo già scelto. Pigiavo i tasti del computer e parlavo a voce alta, quasi ci fosse un amico immaginario che mi ascoltasse».

È passato qualche anno dalla vicenda Weinstein: sei stata la prima a scoperchiare il vaso di Pandora? Ti sei pentita? A livello professionale hai dovuto pagare dazio?
«Sul libro sono presenti tutte le vicende e gli scandali che in questi anni mi hanno riguardato mio malgrado. Si è tanto parlato di me senza sapere nulla; veri e propri comizi televisivi dove la gente pontificava e decideva se io fossi stata ad esempio violentata o meno… sentivo il bisogno di raccontare la verità dal mio punto di vista senza filtri o parafrasi da parte dei media. Non mi sono mai pentita di nessuna decisione per quanto difficile o pericolosa: è stato duro e faticoso, mi sono trovata travolta da uno tsunami a cui nessuno può prepararti. Sicuramente è stato un passaggio della mia vita che mi ha fatto crescere e fatto capire tante cose».

Passaggi, oltre alla saggistica, ha tra i suoi focus il cinema e i suoi protagonisti, di cui tu sei una grande esponente: c’è un ruolo o un film che avresti voluto interpretare e che ti è sfuggito o che magari vorresti fare più avanti?
«Un ruolo… non direi. In realtà a breve lavorerò ancora con mio padre (Dario Argento, ndr). Tra i ripianti posso dire che non molto fa è mancato un mio grande maestro, Peter Del Monte… vorrei poter rilavorare con quei tre o quattro grandi maestri che mi hanno insegnato tantissimo. Mi piace costruire con persone con cui ho avuto delle grandi affinità elettive».

Che ha significato essere la figlia di Dario Argento?
«Penso di aver preso il suo esempio nell’essere mainstream pur rimanendo un outsider».

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