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Pesaro

Intervista ad Alberto Cazzola del gruppo Lo Stato Sociale. Il bassista ospite a Passaggi Digitali

Tra i partecipanti dell'evento online organizzato dall'associazione Passaggi Festival di Fano, Cazzola presenterà "Sesso, droga e lavorare," romanzo di formazione scritto dalla band che nel 2018 conquistò il Festival di Sanremo

Lo Stato Sociale
Lo Stato Sociale

FANO – Quattro chiacchiere con Alberto Cazzola, bassista del quintetto Lo Stato Sociale, band indie attiva dal 2009 che ha raggiunto la fama e la consacrazione a livello nazionale dopo la partecipazione al Festival di Sanremo del 2018 con Una vita in vacanza, canzone classificatasi in seconda posizione ed aggiudicatasi il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”.

L’occasione per l’intervista è la partecipazione da parte di uno dei componenti del gruppo al nuovo appuntamento proposto da Passaggi Digitali, il nuovo spazio virtuale di incontro e di dibattito di Passaggi Cultura, l’associazione di promozione sociale che organizza dal 2013, ogni fine giugno a Fano, Passaggi Festival, ideato e diretto da Giovanni Belfiori.

Alberto Cazzola bassista de Lo Stato Sociale
Alberto Cazzola

La partecipazione all’evento da parte di Alberto Cazzola è prevista per oggi sabato 2 maggio alle 17 (in diretta Instagram, @passaggifestival); in quell’occasione il bassista, ma anche scrittore, presenterà Sesso, droga e lavorare (il Saggiatore), romanzo di formazione scritto proprio da Lo Stato Sociale.

Noi di CentroPagina abbiamo colto l’occasione per intervistarlo: «Oggi parleremo del nostro libro che ha come tematica principale il lavoro, la conoscenza di sé e la percezione che si ha del mondo quando si cresce e si diventa adulti: probabilmente faremo anche qualche lettura per far capire qual è il tenore e il contenuto del romanzo che è comunque abbastanza leggero come impostazione ed approccio».

Un approccio leggero per parlare comunque di tematiche pesanti, soprattutto alla luce del particolare momento storico che stiamo vivendo, segnato dalla pandemia: «Già prima di questa emergenza il mondo del lavoro aveva dei problemi e delle lacune, il Covid-19 li ha messi ancora più a nudo facendo emergere situazioni ancora più assurde: coloro che lavorano nello spettacolo sono… senza spettacoli! Si sta scoprendo come questo settore sia sprovvisto delle tutele giuste per fronteggiare un’emergenza di questa entità. Ancora peggio per altre fasce: penso ai lavoratori in cassa integrazione o ai disoccupati. L’esistenza della persona andrebbe tutelata in maniera più forte, a prescindere dalla mansione lavorativa, a livello universale. Penso a un musicista alle prime armi, ai lavoratori ad intermittenza, ai ricercatori scientifici: sono senza alcun tipo di tutela, si tratta di una grave falla».

Lo stato sociale
Lo Stato Sociale

E alla domanda su quale ruolo possa giocare l’arte in questo particolare momento o anche nel post emergenza Alberto ci dice: «L’intrattenimento spero possa diventare un trampolino di rilancio per il pensiero e per la cultura; in questo momento l’arte può tenere compagnia e può provare soprattutto ad immaginare come sarà il dopo e magari evidenziare le storture che ci sono oggi, che c’erano prima e che ci saranno dopo: aiutare a ripensare e ripensarci».

Sesso Droga e Lavorare
Copertina del libro

Tornando a parlare di Sesso, droga e lavorare il bassista ci dice: «È nato da un mio soggetto che ho scritto alcuni anni fa e che ho sottoposto al collettivo che ha apprezzato l’idea: volevo raccogliere le esperienze di tutti ed inserirle dentro come fiction e non come biografia. Ho cercato di raccogliere le esperienze più importanti spaziando dal mondo del lavoro a quello degli affetti, costruendo così una storia del personaggio che le attraversa. Una sorta di sunto esperienzale non solo di noi cinque ma un po’ di tutti i ragazzi di una determinata generazione. Il libro parte da oggi e arriva a un ipotetico futuro, il 2040. Abbiamo cercato anche di immaginare da qui a vent’anni come potranno cambiare le tecnologie e che impatto avranno sulla vita».

Cazzola non dimentica il loro ruolo dei musicisti: «Stiamo lavorando a un disco. Ci stiamo lavorando da un po’ e lo stiamo facendo tuttora. Abbiamo in ballo anche una sorpresa che vedrà la luce nei prossimi giorni».

Alberto ha concluso la nostra chiacchierata raccontandoci anche qualcosa in merito alla quarantena e su come la sta trascorrendo: «Per fortuna o purtroppo ognuno vive nelle sue rispettive abitazioni, ognuno con i rispettivi affetti stabili: stiamo lavorando a distanza con riunioni in videochat».
E in merito alla longevità della band, alle ipotetiche difficoltà di una convivenza artistica così lunga (il gruppo è attivo dal 2009), il bassista dice: «Non è sicuramente facile: fare coesistere personalità ed idee anche diverse comporta uno sforzo da parte di tutti. Fortunatamente ci lega un’amicizia molto forte che va al di là degli scazzi e delle discussioni. Serve impegno, ma sicuramente è bello farlo con persone a cui si vuole bene».