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Pesaro

InRockPiobbico, intervista a Pino Scotto: «L’arte ci salverà!»

Il rocker parteciperà alla manifestazione musicale di Piobbico in versione #socialedition2020: una maratona virtuale live che nella giornata del 1° maggio raccoglierà fondi per il reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Urbino

Pino Scotto
Pino Scotto

PIOBBICO – Che il 1° maggio del 2020 sarà una giornata ben diversa da quelle che eravamo abituati a vivere è una verità conclamata, ma ci sono manifestazioni che vogliono superare i confini della quarantena da Coronavirus per rinnovare quella che è oramai una tradizione. Stiamo parlando di InRockPiobbico, la manifestazione musicale che da quasi vent’anni a Piobbico (PU) scalda i cuori degli amanti della musica.

Inrockpiobbico2020
Inrockpiobbico2020

Un appuntamento fisso per gli amanti del genere che, anche in tempo di quarantena, non abbandona i suoi fan ma rilancia con un’iniziativa collaterale: InRockPiobbico #socialedition2020 una maratona musicale benefica, tutta on-line, finalizzata a raccogliere fondi per il reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Urbino.

Il 1° maggio ci sarà infatti una diretta streaming su Facebook dalle 15 alle 19 in cui ben 25 tra artisti e ospiti si esibiranno uno alla volta, passandosi il testimone tra loro e generando un non-stop musicale per beneficenza. Tra gli ospiti ci saranno Giacomo Castellano, Luca Colombo, Alessandro Del Vecchio, Four Tiles, Raphael Gualazzi, Federico Poggipollini, i Ridillo e Pino Scotto.

Noi di CentroPagina abbiamo contattato proprio quest’ultimo, uno dei massimi esponenti del rock nostrano, per farci raccontare in prima persona l’evento in questione ma anche il particolare momento che stiamo vivendo.

Il rapporto tra Pino Scotto e il InRockPiobbico infatti ha radici profonde: il cantante ha già solcato lo stesso palco nelle edizioni precedenti: «Ho un ricordo bellissimo del mio concerto a Piobbico – ci racconta -: durante il live ha piovuto ininterrottamente ma la gente è rimasta lì. La prima volta che venni non sapevo cosa aspettarmi: trovai un’organizzazione fantastica, un palco da invidia ed un service da paura. Il ricordo più bello però è legato al mio arrivo davanti al palco qualche ora prima del live. Appena scesi, io e gli altri membri della band siamo stati letteralmente assaliti da una trentina di bambini che volevano salutarci: mi sono sentito come il Papa! Ho voluto fare anche una foto a memoria di questo momento che custodisco con affetto».

Scotto ci ha anche raccontato come sta trascorrendo la sua quarantena: «Considerando che prima di tutto questo ero sempre in giro, all’inizio questa clausura forzata me la sono anche gustata: ho approfittato per fare un sacco di cose… leggere, guardare dvd, ne ho approfittato per scrivere cose nuove per il prossimo album, anche se non ho idea di quando vedrà la luce! Ultimamente mi sento come un leone in gabbia: considera che noi dovevamo partire il 17 aprile con un nuovo tour. Purtroppo è saltato tutto per ora».

Il rocker ci ha detto anche la sua in merito a come sarà la musica live nel futuro post-pandemico: «Secondo me ci saranno restrizioni obbligatorie che naturalmente andranno rispettate alla lettera, ma se si dovesse tornare alla normalità non cambierà un cavolo. E torneremo a fare concerti e stare appiccicati come prima senza pensarci troppo: ha ragione Guccini quando dice che siamo un popolo senza memoria: non l’abbiamo mai avuta e la storia ce lo racconta continuamente».

Le considerazioni di  Scotto tastano il polso anche del momento sociopolitico che stiamo vivendo: «Siamo arrivati ad un momento storico, sociale e politico da vergognarci: appena il 4 maggio finirà il lockdown tutti andremo a zonzo come se nulla fosse, temo che ognuno guarderà solamente ai fatti propri, ignorando il quadro generale, con il risultato che rischiamo di fare la stessa fine della Germania che, appena ha allentato le restrizioni, ha visto il picco dei contagi ricrescere. La situazione è preoccupante, sia dal punto di vista economico che sanitario: finché non verrà trovato il vaccino, citando Lino Banfi, possiamo tranquillamente dire che saranno “uccelli per diabetici”».

In questo presente non proprio roseo un ruolo centrale per Scotto viene giocato dalla musica e dall’arte in generale: «Il rock, la musica e l’arte tutta possono giocare un ruolo fondamentale: domani farò tre collegamenti in streaming, la musica potrà entrare nella case di tutti e avrà un doppio ruolo importante in quanto sarà il mezzo tramite cui cercheremo di aiutare a raccogliere fondi che andranno in beneficenza».