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Pesaro

Fano, imprese in ginocchio. Le associazioni di categoria chiedono «Un pacchetto di interventi prioritari»

Confesercenti, Confcommercio, CNA, C.L.A.A.I, Confartigianato ed Alberghi Consorziati vogliono interventi differenziati per imprese chiuse per decreto, per le aziende che riescono a portare avanti la catena produttiva ed iniziative per salvaguardare il comparto turistico

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Welfare aziendale

FANO – Un pacchetto di interventi prioritari per le imprese di Fano. E’ questa la richiesta inoltrata dalle Associazioni aderenti a Rete Imprese Italia, Confesercenti, Confcommercio, CNA, C.L.A.A.I, Confartigianato ed Alberghi Consorziati che nella mattinata del 4 maggio si sono confrontati con gli Assessori Etienn Lucarelli e Sara Cucchiarini.

Lo scopo dell’incontro virtuale è quello di sollecitare l’amministrazione alla messa in campo di interventi prioritari ed urgenti a sostegno delle imprese fanesi che stanno vivendo indubbiamente un periodo durissimo, conseguenza diretta dell’emergenza pandemica.

Tra le priorità sottolineate dalle associazioni c’è sicuramente il problema della liquidità dovuto ai mancati introiti degli ultimi due mesi. A mettere in ginocchio le imprese è il cappio dei molteplici pagamenti a cui dover far fronte tra cui tasse e tributi.

A pesare sui bilanci delle aziende ci sarà sicuramente anche l’adeguamento delle attività in vista dei protocolli di sicurezza relativi alla ‘fase 2’. Gli interventi proposti sono differenziati a seconda delle imprese che in questo momento si distinguono fra quelle che sono riuscite a portare avanti la catena produttiva e quelle che invece si ritrovano ancora le serrande abbassate.

Il primo passo richiesto dalle associazioni, a favore delle imprese chiuse per decreto, è quello dell’azzeramento di TARI e TOSAP, la sospensione dell’Imu per dar tempo all’Amministrazione di ridurre in modo sostanzioso l’aliquota 2020, l’azzeramento dell’imposta sulla pubblicità e la riduzione dei canoni comunali di affitto, rapportata al periodo di chiusura.

A sostegno invece delle imprese alle quali non è stata imposta la chiusura, viene chiesta la riduzione forfettaria del 50% della TARI, la sospensione dell’Imu e la riduzione dell’aliquota 2020 pari alla metà di quella richiesta per le imprese chiuse per decreto, la riduzione forfettaria del 50% sull’imposta della pubblicità e sulla TOSAP.

Per quello che riguarda il settore turistico che, nell’immediato, pagherà per primo lo scotto della situazione emergenziale, viene richiesta, sempre per l’anno 2020, l’azzeramento dell’imposta di soggiorno.

In merito alle varie proposte per cercare di tutelare il comparto del turismo le associazioni si sono espresse in maniera unitaria e condivisa a sostegno del progetto Fano Covid Free, ma non condividono il salto in avanti effettuato dall’Amministrazione sulla pedonalizzazione del centro storico come soluzione del problema economico: «Non siamo d’accordo né sui modi, né sui tempi con i quali è stata affrontata la questione, in merito alla quale non siamo stati nemmeno coinvolti».