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Pesaro

Gradara, uccise la moglie: va ai domiciliari perchè incompatibile col regime carcerario

L'80enne Vito Cangini torna a casa per ragioni di età e di salute. Era stato condannato a 24 anni di reclusione

Il tribunale di Pesaro

PESARO – Uccise la moglie, va agli arresti domiciliari perché incompatibile per età e salute con il regime carcerario. Vito Cangini è tornato a casa. L’80enne reo confesso dell’omicidio della moglie Natalia Kyrychok, 61 anni ucraina, cuoca di un ristorante a Misano, era stato condannato lo scorso maggio a 24 anni di reclusione.
Gli avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi hanno depositato una istanza per chiederne gli arresti domiciliari visto il cagionevole stato di salute dovuto all’età. Istanza accolta, Cangini è tornato a casa da circa un mese con braccialetto elettronico. Aiutato da alcuni familiari, vive comunque solo e ai suoi avvocati avrebbe confessato che stava meglio in carcere piuttosto che senza compagnia.
Nel frattempo gli avvocati stanno preparando il processo d’appello per tentare di ridurre la pena a Cangini.
La moglie era stata uccisa nella notte tra il 25 e il 26 dicembre nell’abitazione di Fanano di Gradara, con 12 coltellate, una delle quali ha raggiunto cuore e polmone, cosa che le ha provocato la morte.