Pesaro

Con il georadar per mappare la Pesaro Medioevale, via alla convenzione di studio

Patto tra la soprintendenza, l’assessorato alla bellezza e l’università degli studi di Urbino per un progetto di archeologia urbana

PESARO – Riscoprire e studiare la Pesaro Medioevale, ecco l’accordo.

La soprintendenza archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro-Urbino, l’assessorato alla bellezza del Comune di Pesaro e l’università degli studi di Urbino/insegnamento di archeologia cristiana e medievale (Dipartimento di ccienze della comunicazione, studi umanistici e Internazionali DISCUI), stanno stipulando una convenzione di studio (Convenzione per lo studio, la tutela e la valorizzazione della città di Pesaro tra età romana e Medioevo) per l’attuazione di un progetto di archeologia urbana denominato “Pesaro Medievale 21” (PS_ME_21). 

Il progetto si prefigge l’obiettivo di riavviare studi di topografia sulla città di Pesaro che possano da un lato includere la rilettura dei dati archeologici esistenti e dall’altro promuovere nuove indagini (anche diagnostiche attraverso strumentazione non invasiva) e ulteriori analisi sulle fonti d’archivio. Il periodo di interesse del progetto è compreso tra lo sviluppo del cristianesimo in città (IV secolo d.C.) e il termine del basso Medioevo (XV secolo). Il focus sarà quindi incentrato sui dieci secoli del Medioevo, un’epoca storica che per quanto riguarda la città di Pesaro è ancora scarsamente delineata. I nuovi studi saranno rapportati, fin da subito, all’urbanistica della città romana (in collaborazione con l’insegnamento di archeologia classica del DISCUI) che sarà riconsiderata nella sua interezza e intendono giungere alla comprensione di alcuni processi di trasformazione degli spazi urbani, dei monumenti, dell’edilizia civile e religiosa, pubblica e privata, dal cosiddetto periodo Tardoantico sino al tardo Medioevo.  

Nel divenire, il progetto permetterà anche l’acquisizione di ulteriori elementi conoscitivi e soprattutto la realizzazione di strumenti scientifici aggiuntivi (mappatura archeologica dettagliata dei contesti del centro storico nella loro profondità), utili per gli organi preposti alla tutela e per gli Uffici tecnici in ordine alla pianificazione urbana. La piattaforma progettuale che si sta varando mira al coinvolgimento sistematico (archeologia pubblica – partecipata e condivisa) della città e delle sue istituzioni culturali di riferimento nella divulgazione e disseminazione dei risultati delle ricerche attraverso ciclici seminari, workshop, conferenze e altri intensi momenti di condivisione, in stretto raccordo con la Sabap Ancona – Pesaro e Urbino.  

In coerenza con il progetto che sta per prendere avvio con l’avallo formale di tutti gli Enti e Istituzioni coinvolti, durante il mese di marzo sarà condotta una prima campagna di prospezioni attuate con strumentazione georadar, una forma di diagnostica non invasiva utile a identificare eventuali strutture di età medievale – e romana – ancora presenti nel sottosuolo del centro città. Le prospezioni saranno condotte dall’ISPC del CNR su progetto (e finanziamento) dell’insegnamento di Archeologia Cristiana e Medievale dell’Università di Urbino, autorizzato dal Ministero della Cultura (SABAP AN-PU) e si realizzeranno in stretta sinergia e coordinamento con l’Assessorato al Fare del Comune di Pesaro e relativi uffici tecnici. L’area di indagine sarà quella adiacente alla basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, quella di Piazzale Collenuccio (e zone limitrofe). 

In contemporanea, sempre nel centro storico, in occasione dell’intervento comunale di rifacimento del manto stradale di piazza del Popolo, la Soprintendenza ha richiesto alla committenza comunale l’esecuzione di un’indagine diagnostica non invasiva a fini di archeologia preventiva, cioè per poter verificare, prima dell’inizio dei lavori, la presenza di eventuali emergenze archeologiche al momento ignote che potrebbero influire nel progetto.  

Anche in questo caso, visto il successo delle più recenti indagini georadar su aree pubbliche aperte nelle Marche settentrionali, sarà utilizzata la tecnica GPR. L’indagine preventiva non invasiva anche su piazza del Popolo sarà condotta dall’ISPC – CNR, incaricato dal Comune che si è prontamente attivato alla richiesta di indagine. Se il deposito archeologico sotto la piazza fosse in buono stato di conservazione, questo metodo consentirà di fare valutazioni spedite sulla sua posizione e consistenza, permettendo al progetto di procedere agevolmente e acquisendo un patrimonio di conoscenze fondamentale non solo per la scienza archeologica, ma anche per tutte le prossime progettazioni che interesseranno l’area.  

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