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Pesaro

Fdi Pesaro: «Rottura dell’acquedotto e crisi idrica, Marche Multiservizi ha 8,8 milioni di utili, investa»

Il tema della mancanza di acqua a Pesaro fa discutere ancora. Per Fratelli D'Italia «È necessario intervenire anche per risolvere la siccità pulendo gli invasi dalla ghiaia. Non si aumentino le tariffe»

La Gola del Furlo
La Gola del Furlo

PESARO – Rottura dell’acquedotto, tariffe e investimenti. Fratelli d’Italia Pesaro interviene dopo che la città è rimasta a secco nei giorni scorsi. «Nel 2020 il bilancio di Marche Multiservizi, ha prodotto 8,8 milioni di euro di dividendi. Nonostante i consistenti utili, questa partecipata non investe un euro per la necessaria pulizia dei bacini del Furlo, San Lazzaro e Tavernelle, unici volani, proprio secondo Marche Multiservizi, del sistema acquedottistico sul Metauro, bacini che in origine avevano un volume utile di invaso pari a 2.815.000 metri cubi di acqua che oggi sono ridotti a 1.387.000 metri in pratica, quindi, il 50% dei 3 invasi è inutilizzabile. 

Si consideri che la pulizia degli invasi, oltre al ripristino della capacità di contenimento delle acque e quindi alla soluzione dell’annoso problema di siccità, permetterebbe, con il recupero della ghiaia di fiume valutato in circa 500.000 metri cubi, un introito di circa 8 milioni e più di euro vendendo la ghiaia così recuperata sul mercato degli inerti.

È palese, vista la crisi idrica che attanaglia il territorio provinciale ormai dagli anni Novanta e le continue rotture dell’acquedotto di Ponte degli Alberi, che non ci sia, da parte di Marche Multiservizi, la volontà di investire parte dei consistenti utili, realizzati anche grazie alle tariffe tra le più alte in Italia, per risolvere il problema ed è altrettanto palese che si stia attendendo il secondo stralcio del DPCM del “Piano Nazionale Invasi-Dighe finanziato dalla legge di bilancio del 2019 che prevede un primo stralcio di 260 milioni di euro del più ampio Piano Nazionale finanziato con 1 miliardo di euro».

Poi il capitolo degli investimenti nazionali con Fdi che incalza: «Va fatto notare che, tra i 57 interventi previsti e finanziati dal Piano Nazionale degli interventi nel settore idrico – sezione invasi- primo stralcio di agli allegati 1 e 2, per un importo di 260 milioni di euro, sono andati 35 milioni all’Emilia Romagna, 11 milioni alla Toscana, 17 milioni all’Umbria, 1 milione all’Abruzzo, 7,5 al Molise e alle Marche 32 milioni.

Peccato che la nostra Provincia, e gli organi preposti, non siano stati capaci di captare i fondi e, grazie a questi, pulire gli invasi del Furlo, San Lazzaro e Tavernelle considerati, da una relazione tecnica di Marche Multiservizi, assieme alla diga di Mercatale, fondamentali per il sistema acquedottistico sul fiume Metauro e sul Foglia.

L’Aato, con l’allora presidente Daniele Tagliolini, di fatto non è stato in grado di riuscire a rientrare nelle opere finanziate con il primo stralcio di 260 milioni di euro della Legge in modo così da poter eseguire i lavori che avrebbero consentito di superare questo periodo spaventosamente siccitoso. A tal proposito verrà presentata un’interpellanza in consiglio comunale dal consigliere comunale Daniele Malandrino. Ed ora parlano di aumentare le tariffe?»

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