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Fano, Tinti torna a parlare dei Buoni spesa: «L’ostacolo non è stato lo SPID ma l’ISEE». FdI non ci sta

Tinti risponde alle critiche della CISL di Fano e della Consigliera comunale Tarsi di Fratelli d’Italia ma le polemiche sulla scelta della SPID non sembrano placarsi

piazza Costanzi a Fano
Piazza Costanzi a Fano

FANO – Il  Presidente dell’ATS 6 Dimitri Tinti, dopo il botta e risposta con le sigle sindacali sull’utilizzo dello SPID, è tornato a parlare dei buoni spesa rendendo pubblici i numeri che hanno riguardato 7 Comuni su 9 dell’Ambito Sociale 6.

«Sono state 855 le domande in via telematica presentate e verificate, delle quali 668 relative ai beneficiari residenti a Fano ai quali, proprio giovedì, sono stati erogati i relativi importi spettanti con accredito nella tessera sanitaria, a cui si aggiungono i 41 nuclei familiari già in carico ai Servizi Sociali».

E’ stata la prima misura che ha utilizzato il sistema di autenticazione dell’identità digitale (S.P.I.D., C.I.E. o C.N.S.) in seguito all’introduzione dell’obbligo, dal 1° ottobre 2021, per l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione previsto dal Decreto Semplificazione (D.L. 76/2020) poi convertito in L. 120/2020.

«Va precisato però – rimarca Tinti – che già nelle precedenti tre tornate (aprile e dicembre 2020 e marzo 2021), sempre con criteri e priorità uniformi per tutti i 9 comuni, la presentazione delle domande era possibile esclusivamente tramite lo strumento della piattaforma informatica, configurabile appunto come ‘servizio on line’, così come l’erogazione degli importi ai beneficiari avveniva con l’accredito sulla tessera sanitaria, con notevoli vantaggi in termini di semplificazione e di tutela dell’identità personale».

Dimitri Tinti, assessore al Welfare di Fano

Tinti ci tiene a sottolineare, anche per rispondere alle critiche della CISL di Fano e della Consigliera comunale Tarsi di Fratelli d’Italia, la differenza tra la misura dei buoni spesa legati all’emergenza Covid con altri bandi o avvisi pubblicati negli ultimi mesi dall’Ambito o dai Servizi Sociali del Comune: «Il confronto è improprio perché ad esempio l’avviso per la domanda di contributo per i caregiver familiari oppure quello per il sostegno al pagamento del canone di locazione non utilizzano la piattaforma online. Quindi lo strumento telematico rappresenta l’unica risposta praticabile e adeguata, affinchè i beneficiari possano vedere accreditata la somma assegnata in pochi giorni e senza ulteriori costi per l’amministrazione».

«Siamo già alla quarta edizione dell’erogazione dei buoni per il sostegno alimentare o beni di prima necessità – dichiara l’assessore Tinti – e l’efficacia della misura è stata riconosciuta dai tanti beneficiari e dagli stessi comuni dell’ATS 6. E’ un importante segnale di vicinanza a quelle famiglie che sono più in difficoltà, anche per effetto della pandemia, ed essendo nata per rispondere ad un’esigenza emergenziale sarebbe stato un controsenso allungare i tempi non utilizzando la piattaforma informatica per via dell’obbligo delle credenziali SPID».

La durata del bando è stata la stessa delle precedenti tornate, cioè 11 giorni, ma il Comitato dei Sindaci dell’ATS 6 sta già valutando l’ipotesi di riaprire i termini a breve, verificate le somme avanzate, così da consentire di presentare domanda a coloro che hanno avuto difficoltà. Il Presidente Tinti però precisa: «A fronte di 855 domande presentate ci sono stati ben 3200 accessi che, quindi avevano l’autenticazione dell’identità digitale (SPID), ma si sono fermati ad un ulteriore passaggio, come ad esempio la dichiarazione di possedere un ISEE inferiore a 12.000 Euro (come in altri bandi), criterio di accesso introdotto in questa tornata e fortemente richiesto dai sindacati, che oltre a fotografare una situazione economica non aggiornata, è anche più complesso e lungo da ottenere. A dimostrazione che il vero ostacolo non è stato lo SPID e riteniamo utile riaprire i termini proprio per consentire a chi non aveva ancora l’ISEE di poter fare richiesta per i buoni spesa».

Un bilancio che non trova corrispondenza nell’analisi proposta dagli esponenti locali di minoranza che sono tornati all’attacco dopo l’affondo in consiglio comunale sulle modalità del bando e non solo: «Le prove del flop del bando Buoni Spesa sono espressamente contenute nel discorso dell’ass. Tinti, che dichiara da solo che le domande corrette sono state 855 su un totale di 3200 domande presentate; quindi soltanto il 27% di chi ha cercato di presentare la domanda è realmente riuscito a farlo. Il problema, come anche confermato implicitamente dall’ass.Tinti, è stata la macchinosità della domanda stessa, che prevedeva un uso non chiaro di virgole e punti nella dichiarazione dell’ISEE. Sta di fatto che ora la procedura dovrà necessariamente essere riaperta. Del resto, come avevamo denunciato, la finestra temporale per la presentazione era di soli 11 giorni, troppo pochi se confrontati con i 30 gg. abituali di qualunque altro bando. La denuncia che abbiamo portato in Consiglio Comunale si riferisce all’uso esclusivo delle procedure telematiche nella presentazione delle domande, e nasce da alcune criticità evidenziate a livello nazionale: si calcola che solo il 60% degli italiani possieda l’identità elettronica, e che nella fascia degli ultra 65enni solo il 15% la possiede».

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