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Pesaro

Fano, l’amministrazione nell’occhio del ciclone per la gestione del verde pubblico

A finire sotto la lente d’ingrandimento la scarsa presenza nel centro di alberi, che vengono tagliati ma quasi mai sostituiti in loco. L'ira di Legambiente e Mazzanti (M5S)

FANO – Alberi tagliati per fare spazio alla riqualificazione di alcune aree della Città della Fortuna. A finire nell’occhio del ciclone per la gestione del verde è l’amministrazione di Fano. L’affondo arriva dagli esponenti di Legambiente Fano “Circolo Idefix”: «Siamo assolutamente favorevoli a progettare nuovi spazi, ma come Legambiente non possiamo permettere che il miglioramento di, ad esempio, Piazza Andrea Costa e Piazza Marcolini, preveda l’abbattimento di alberi, come tigli o lecci, presenti, solo perché sono ‘vecchi’»
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A finire sotto la lente d’ingrandimento in particolare la scarsa presenza di alberi nel centro che vengono tagliati ma quasi mai sostituiti in loco: «In questi anni in cui stiamo osservando una nuova rivoluzione verde, la riqualificazione deve prendere in considerazione non solo gli edifici già esistenti, ma anche le specie arboree che devono essere tutelate e valorizzate. Si è sempre pronti a tagliare gli alberi, in particolare nel nostro Centro Storico, ormai quasi privo di vegetazione, e i reimpianti vengo poi effettuati in aree lontane dal punto in cui vengono espiantati. Ci chiediamo quindi: visto che il centro risulta anche una delle aree più inquinate, come pensa la nostra amministrazione di mitigare quest’inquinamento, attraverso l’abbattimento?».

«Inoltre, le giustificazioni fin ora date dai politici, dai tecnici e dallo stesso Sindaco, sono state poche ed insufficienti a giustificare la perdita di quello che è ormai un vero e proprio patrimonio territoriale. Senza contare il perpetuarsi della cattiva mentalità che considera il Verde Pubblico come soprammobili da sostituire a nostro piacimento. Superare questa mentalità è inscindibile per chiunque voglia promuovere la svolta green sul piano locale».

E concludono: «Sempre pronti a tagliare e mai a ripiantare e sempre giustificati. Ebbene, stanchi di queste decisioni, chiediamo a gran voce che questi progetti vengano rivisti, e che i nuovi progetti prendano in considerazione anche l’ambiente finora deturpato e poco considerato, con l’auspicio che l’Amministrazione cambi registro sulla considerazione del verde e sulla concertazione con il territorio».

Tommaso Mazzanti
Tommaso Mazzanti

A rincarare la dose e gettare ulteriore benzina sul fuoco anche l’esponente locale pentastellato Tommaso Mazzanti: «Non bastavano le oltre 50 tamerici sradicate per realizzare il tratto di Ponte Sasso della Ciclovia Adriatica: era davvero così impossibile escogitare alternative meno distruttive? Non bastava la trentina di alberi che sarà falcidiata per far posto a un inutile sbancamento lungo il torrente Arzilla e allargare il percorso esistente oltre ogni effettiva necessità. Riqualificazione fa rima con strage di alberi anche per i progetti relativi al restyling di Piazza Costa (12 tigli) e Piazza Marcolini (9 lecci, in gran parte secolari), mentre ancora non è chiaro se la stessa triste sorte toccherà anche a Viale Cairoli in vista della realizzazione del nuovo sottopasso».

Secondo Mazzanti, in tema di gestione del verde, l’amministrazione predicherebbe bene ma razzolerebbe male: «La sbandierata attenzione di questa maggioranza verso i cambiamenti climatici e la tutela dell’ambiente si dimostra per l’ennesima volta una mera operazione di “green-washing”: si imbastisce un ecologismo di facciata per assecondare le mode del momento, ma quando è ora di passare all’azione si fa l’esatto opposto – e conclude -C’era una volta la città dei bambini. Ora sopravvive solo in occasione di qualche convegno, quando il Sindaco sale in cattedra per insegnarla al resto del mondo, rimanendo serio e forse senza nemmeno provare imbarazzo. Per il prossimo city brand, però, la nostra proposta non può che essere più aderente alla realtà sotto gli occhi di tutti: Fano, città di Attila».