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Pesaro

Fano, un plauso al personale dell’ospedale Santa Croce: «Grazie per la gentilezza e la professionalità»

I ringraziamenti da parte di un giovane fanese nei riguardi del personale sanitario: «Vorrei ringraziare tutto il personale e in primo luogo gli infermieri». Ecco il suo messaggio

FANO – Le lamentele sono così frequenti che spesso non vengono neanche più riportate dalla stampa locale: code interminabili, prenotazioni di esami a lunghissimo termine e personale non sempre cortese. Molto più rare le attestazioni di stima. Proprio per questo, stavolta, noi di CentroPagina, siamo qui a dare spazio ad una voce fuori dal coro che ha voluto esprimere tutto il suo apprezzamento per la professionalità dimostrata dal personale medico.

La missiva è scritta da un giovane ricoverato al Santa Croce di Fano a cui non sono passati inosservati l’impegno e la gentilezza del personale sanitario che, ogni giorno, si prende cura degli ammalati: «Sento sempre parlare male dell’ospedale di Fano, per una volta invece vorrei spezzare una lancia in loro favore: mi trovo attualmente ricoverato qui a Fano e, non considerando i tempi di attesa che ormai come sappiamo sono veramente lunghi, vorrei ringraziare davvero tutto il personale e in primo luogo gli infermieri, che nonostante lo stress, le infinite procedure Covid, l’atteggiamento maleducato di tanti pazienti e le mille richieste al minuto che ricevono, hanno SEMPRE trovato le parole giuste, rispondendo con un sorriso e con gentilezza e cercando di risolvere ogni minimo problema e ogni tipo di richiesta, facendomi sentire un pochino più a casa soprattutto in questo periodo in cui si viene lasciati soli nei corridoi senza poter vedere nemmeno un parente. Non sono cose scontate».

Un attestato di stima che è stato ben presto condiviso sui social innescando reazioni discordanti: non sono mancati coloro che si sono voluti aggiungere al tributo del giovane, confermando di fatto quanto da lui detto. Altri, hanno invece colto l’occasione per rivendicare i disservizi della sanità che comunque, anche da parte dei più critichi, quasi mai sono riconducibili al personale impegnato in prima linea.