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Fano, minoranze unite contro l’assessore Tonelli: M5S, FdI Udc e Lega chiedono le dimissioni

Ad accendere le polemiche la mancata partecipazione del Comune al bando della Regione Marche sulla sicurezza stradale per progetti fino a 100.000 euro

Fabiola Tonelli

FANO – A guardare la storia recente dell’amministrazione locale di Fano difficilmente si trova un esempio di unità così forte e compatta da parte delle minoranze. A mettere tutti d’accordo (M5S, FdI Udc e Lega) è la richiesta di rimozione dell’assessore ai lavori pubblici Fabiola Tonelli.

Ad onore del vero in questi mesi le minoranze non sono state certo tenere con l’operato della Tonelli: spesso le scelte, attente al green, alla sostenibilità ed alla mobilità ad impatto zero hanno offerto il fianco a non poche polemiche per quello che riguarda i rapporti danni/benefici sulla Città della Fortuna.

Stavolta però a cacciarsi in un vicolo cieco sarebbe stato un passo falso ammesso con candore dalla stessa Tonelli: la mancata partecipazione del Comune al bando della Regione Marche sulla sicurezza stradale per progetti fino a 100.000 euro e la giustificazione pubblica fornita dalla Tonelli avrebbe fornito un’occasione troppo ghiotta per essere ignorata. La Tonelli avrebbe infatti dichiarato di essere a conoscenza del bando ma che il Comune di Fano non vi ha partecipato per scarsità di personale già occupato in altri lavori più prioritari e perché l’importo in ballo, a suo avviso, non era molto alto.

A bacchettare la scelta e la conseguente giustificazione stavolta però, oltre alle minoranze, è stato anche il sindaco Seri che avrebbe replicato «Senza se e senza ma, ha sbagliato, non si può trovare una giustificazione simile; dobbiamo raccogliere anche le briciole e 100.000 euro non sono pochi».

Parole che suonerebbero secondo gli esponenti della Lega come una chiara espressione di sfiducia: «Perché il sindaco non ha il coraggio di rimuoverla? Sono sotto gli occhi di tutti i disastri che sono stati creati in diversi quartieri di Fano: dalle sperimentazioni su via Trave effettuate senza interpellare nessuno, alle opere pubbliche che non vengono seguite vantando ritardi colossali, per non parlare delle opere realizzate male come la ciclabile di via della Giustizia che, invece di giungere fino all’incrocio con viale Kennedy e via della Liscia, termina dentro l’area camper, oppure la vasca di prima pioggia del Lido che ancora deve essere collegata alle cabine Enel. E’ ora di passare dalle parole ai fatti – terminano i leghisti – i fanesi non meritano una giunta immobile, che sta accumulando ritardi e non riesce nemmeno a partecipare a bandi da 100.000 euro. Seri metta mano al rimpasto di giunta auspicato dal Pd o si dimetta».

Dello stesso tenore i rappresentanti dell’Udc che considerano ingiustificabile la mancata partecipazione: «Un elenco di partite perse – sottolinea Stefano Pollegioni – che annovera tra l’altro il mancato finanziamento di 600.000 euro per la pista Zengarini e le risorse del fondo Pinqua che sindaco e assessori avevano sbandierato in passerelle mediatiche come fossero una vittoria sapendo che non era così. Anche qui a rimetterci saranno i quartieri di San Lazzaro, Vallato e Metaurilia perché non essendoci i fondi provenienti dal bando il degrado farà da padrone. Ciliegina sulla torta, Fano perde, perché decide di non partecipare, anche la partita del bando regionale per la sicurezza stradale».

Lapidario anche il commento M5S: «Se non siete capaci di portare soldi a Fano, andatevene a casa. Con questo spirito il Comune di Fano si appresta a raccogliere le straordinarie occasioni aperte dal PNRR? Vuole perderle tutte perché non è in grado di aggiudicarsele? Ci vuole poi molto coraggio a prendersela con il governo e con i parlamentari perché i soldi andrebbero solo ai capoluoghi di provincia…ma quando mai? Alla fine della fiera sarà molto istruttivo fare i conti e individuare con precisione quanti soldi sono arrivati (o potevano arrivare) da Roma e quanti sono stati persi per l’incompetenza della Giunta Seri. E pensare che nel caso della sicurezza stradale era sufficiente avere un progetto pronto nei cassetti! Questa Amministrazione non è evidentemente in grado neppure di far fronte alle proprie funzioni più basilari».

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