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Pesaro

Fano, un libro per ricordare Nonna Jana: lo ha scritto il nipote Francesco Norma Battisti

Si intitola "Prenditi cura di lei" e racconta il rapporto simbiotico sviluppatosi tra i due. L'anziana, divenuta la "nonnina di Fano", è mancata a causa del Covid-19 lo scorso ottobre

Nonna Jana
Nonna Jana

FANO – Una vita in simbiosi spezzata dalla malattia quella tra Nonna Jana e suo nipote Francesco Norma Battisti. Un rapporto divenuto celebre tra gli abitanti di Fano anche grazie alle numerose dirette social che il ragazzo faceva con protagonista proprio l’adorabile nonnina che ben presto è divenuta una vera e propria icona tra i fanesi.

«Da quando mia nonna è morta ogni mia lacrima è stata una lacrima amara, nera, di quelle lacrime che bagnano l’anima. Ora però, quelle lacrime, sono lacrime di gioia, perché oggi esce il mio libro, un libro scritto per LEI, un libro fatto di insegnamenti che mai scorderò, un libro che come dico io si colloca in quel punto in cui I CORPI BALLANO, I CUORI RIDONO E LE ANIME DANZANO». Con queste parole, Francesco ha presentato ai social il suo libro “Prenditi cura di lei”.
Una simpatia disarmante quella dell’anziana che ben presto era stata eletta al ruolo di nonna di tutti, tanto che, quando lo scorso ottobre è mancata, al dolore del nipote si è aggiunto il grande cordoglio di tutta la città.

Un dolore però, quello provato da Francesco che non si è sopito con il tempo e che in questi mesi ha trovato come medicina la scrittura: dapprima poche parole, alcuni frammenti, ricordi, poi vere e proprie storie che ora sono diventate un libro: «Ad un certo punto ti ritrovi che non sai più cosa fare – ci racconta Francesco -; hai provato ogni via di fuga e nessuna di queste è riuscita a portarti via dal dolore, così avendo io la sveglia molto presto la mattina, mi sono trovato a fare a pugni con i miei demoni… Vincevano sempre loro, così la miglior arma era provare a vivere il dolore dall’interno, senza combatterlo e senza fuggire da lui. Così ho iniziato a scrivere alcune frasi sul cellulare, frasi dolorose, aneddoti, risate; da lì in poi un fiume in piena che piano piano portava via da me il buio e l’oblio, mia nonna a quel punto me la immaginavo sorridente, mentre fino a quel momento l’unica immagine era quella dell’assenza, del vuoto, della solitudine. La mia terapia al dolore è stato il libro, scritto dalle mie mani ma dettato da mia nonna, è stata per me una sorta di corrispondenza con lei».

Il giovane ha deciso di autopubblicarsi e di vendere direttamente il libro a coloro che ne faranno richiesta contattandolo: «Ho scelto di autopubblicarmi perché per me è un tributo a mia nonna e non ho scritto questo libro per lucrarci sopra, in più vi erano troppi vincoli contrattuali con le varie case editrici».

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