Centro Pagina - cronaca e attualità

Pesaro

Fano, fissata l’autopsia di Andrea Bindi, il 49enne trovato morto nel suo letto

A dare l’allarme era stata l’ex compagna che aveva tentato inutilmente di mettersi in contatto con l’uomo. L'esame servirà a fare luce sulla causa dell'improvvisa morte

Andrea Bindi
Andrea Bindi

FANO – È stato fissato per la giornata del 27 gennaio l’esame autoptico di Andrea Bindi, il preparatore atletico 49enne trovato senza vita nella sua abitazione, nella frazione di Roncosambaccio. La tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio di domenica – 24 gennaio.

A dare l’allarme era stata l’ex compagna che aveva tentato inutilmente di mettersi in contatto con l’uomo: il 49enne non rispondeva al telefono. La donna, preoccupata per questo silenzio, aveva raggiunto l’appartamento suonando insistentemente ma senza nessun esito. A quel punto ha allertato le autorità: sul posto sono giunti i vigili del fuoco, che hanno forzato il portone, il 118 e la Polizia di Stato. Una volta dentro è stata fatta la macabra scoperta: il personal trainer si trovava disteso sul suo letto, purtroppo senza vita. Ai sanitari non è rimasto che constatare il decesso che, dai primi accertamenti, sembrerebbe riconducibile a cause naturali.

Vista però la giovane età, nonché il buono stato di salute dovuto anche alla professione dell’uomo, come da prassi per casi analoghi, l’autorità giudiziaria ha disposto l’esame autoptico che verrà effettuato presso gli Ospedali Riuniti Torrette di Ancona.

Tante le persone che lo ricordano in queste ore con affetto e stima. Bindi, Originario di La Spezia, in Liguria, si era trasferito anni fa nel fanese. Aveva collaborato come istruttore di arti marziali con diverse realtà del luogo che in queste ore hanno voluto esprimere pubblicamente il loro cordoglio; tra queste la Phoenix Boxe: «…Lo vogliamo ricordare così…con un pensiero del nostro presidente Fabio Napolitano: ‘Caro Andri so che anche da lassù avrai trovato il modo per sorridere e raccontare qualche tuo aneddoto sempre interessante da ascoltare. Ci hai accompagnato per i primi anni di vita della PHOENIX BOXE, e ciò che siamo oggi come società in piccola parte sicuramente lo dobbiamo anche a te. Un abbraccio forte, e mi raccomando su le braccia sempre. Con affetto’»