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Pesaro

Fano, Aset: niente fusione con aziende che non siano pubbliche. Approvata la mozione nonostante il giallo di una mail anonima

Una discussione che negli ultimi tempi era divenuta estremamente aspra tanto da sfociare in una missiva anonima inviata a poche ore della seduta con lo scopo preciso di influenzare il voto

Scorcio di Fano
Scorcio di Fano

FANO – L’affaire Aset che tanto sta animando gli animi di Fano e dei fanesi è giunta finalmente ad una certezza: è stata approvata infatti la mozione per escludere ogni ipotesi di fusione per Aset con aziende che non siano completamente pubbliche.

Nel consiglio comunale svoltosi nella serata del 22 febbraio l’assise ha approvato con 14 voti favorevoli e 10 contrari la mozione sottoscritta da Carla Luzi (In Comune), Giovanni Clini (PD) e Tommaso Mazzanti (M5S), per escludere ogni ipotesi di fusione per Aset con aziende che non siano completamente pubbliche.

I tre hanno espresso tramite un comunicato congiunto grande soddisfazione per il risultato raggiunto: «In questo modo abbiamo onorato il patto stretto con i cittadini alle ultime elezioni amministrative, quando tutte le forze politiche si curavano di assicurare che la proprietà dell’azienda pubblica non sarebbe mai stata in discussione».

Una discussione che negli ulti tempi era divenuta estremamente aspra tanto da sfociare in una missiva anonima inviata a poche ore della seduta con lo scopo di influenzare il voto: «Non possiamo negare che le giornate precedenti a questo voto siano state segnate da un clima di nervosismo in certi ambienti e anche da un’opera di disinformazione, culminata addirittura con il tentativo disperato di condizionare fino all’ultimo il libero voto del consiglio attraverso una mail anonima inviata da un account estero poco prima della seduta, che conteneva considerazioni fuorvianti e interpretazioni dettate dalla malafede».

«Ciò che conta ora è la riaffermazione della dignità del consiglio comunale come spazio democratico in cui i rappresentanti eletti dai cittadini fanesi possono liberamente assumere – senza “pupi” né “pupari” di sorta – le decisioni strategiche sui servizi pubblici essenziali nell’interesse della collettività, senza delegarle ai consigli di amministrazione di colossi di altri territori. D’ora in poi ci aspettiamo che tutte e tutti gli amministratori comunali diano corso in modo coerente e soprattutto trasparente alla volontà della civica assise. Ci auguriamo di non dover più assistere alla circolazione di studi clandestini e speriamo che la procedura di evidenza pubblica sul digestore, votata dal consiglio all’unanimità lo scorso luglio, possa proseguire senza ulteriori interferenze volte ad ostacolarne o a comprometterne il regolare iter – e concludono – Il risultato raggiunto ieri sera non è prerogativa esclusiva di alcune forze politiche, ma una vittoria di tutta la città di Fano che mantiene la propria capacità di autodeterminarsi nelle sfide che la attendono nel futuro della gestione dei servizi pubblici».