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Pesaro

Fano, al via l’anno scolastico: prima campanella post Covid per oltre 4mila studenti

Un primo giorno di scuola per l'infanzia, la primaria e secondaria di primo e secondo grado particolarmente sentito da studenti ma anche da famiglie e corpi docenti perché rappresenta un ritorno alla normalità dopo le stringenti regole correlate all’emergenza pandemica

al via l’anno scolastico: prima campanella post Covid per oltre 4mila studenti
al via l’anno scolastico: prima campanella post Covid per oltre 4mila studenti

FANO – Tra il 14 e 15 settembre la fatidica prima campanella dell’anno scolastico 2022/23 è suonata per oltre 4mila bambini e ragazzi fanesi: un primo giorno di scuola per l’infanzia, la primaria e secondaria di primo e secondo grado particolarmente sentito da studenti ma anche da famiglie e corpi docenti perché rappresenta un ritorno alla normalità dopo le stringenti regole correlate all’emergenza pandemica.

Al riguardo il sindaco Massimo Seri e l’assessore ai Servizi Educativi Samuele Mascarin hanno incontrato studenti, famiglie, insegnanti e operatori scolastici per consegnargli un pensiero per questo giorno speciale e significativo:

«Ho voluto personalmente rivolgere ai nostri studenti l’augurio di poter vivere con entusiasmo la vita scolastica, il tempo dello studio e delle amicizie, il rapporto con i compagni e con gli insegnanti – ha affermato il Sindaco Massimo Seri intervenendo all’inaugurazione dell’anno scolastico presso l’I.C. “Padalino” – La scuola è infatti una palestra di vita che allena al rispetto delle regole, alla cura delle relazioni e alla scoperta dei propri talenti».

«Nel primo giorno di scuola avviati senza disagi tanto il servizio di trasporto scolastico, con il regolare avvio delle 11 linee scuolabus, quando del servizio di refezione scolastica con l’erogazione di circa 1900 pasti” – ha aggiunto l’Assessore ai Servizi Educativi, Samuele Mascarin – Non solo oggi, ma anche nelle impegnative settimane che hanno preceduto l’inizio dell’anno scolastico abbiamo incontrato uomini e donne appassionati della propria missione educativa, trovando una volta di più conferma di quanto sia strategico per un ente locale l’investimento, culturale oltre che finanziario, sul mondo dell’istruzione».