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Pesaro

Pesaro, controlli anti-Covid: sotto la lente 2239 persone e 606 attività commerciali

Riscontrate solo 41 violazioni. Il prefetto Lapolla: «Preziosa la collaborazione dei gestori degli esercizi commerciali che, oltre all'osservanza delle regole, ha provveduto a segnalare il formarsi degli assembramenti»

movida indisciplinata
Movida indisciplinata

PESARO URBINO – Anche nel weekend alle spalle sono stati tanti gli sforzi messi in campo dalle forze dell’ordine per verificare il rispetto delle misure di contenimento anti Covid-19 nella provincia di Pesaro Urbino. Nonostante i segnali poco rassicuranti giunti nei giorni successivi all’inaugurazione della Fase 2, che avevano portato i sindaci ad emettere ordinanze con regole più stringenti – su tutti Ricci di Pesaro e Seri di Fano -, il lungo fine settimana concluso, caratterizzato anche dal ponte del 2 giugno, ha dato segnali confortanti in merito al comportamento tenuto dai cittadini.

Nell’ambito dei controlli che, dal 30 maggio al 2 giugno, ha visto coinvolti Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Militari delle Forze Armate, Capitaneria di Porto, Polizia Stradale, Polizia Municipale e Polizia Provinciale, sono state riscontrate solo 41 violazioni a fronte di oltre 2239 persone controllate. Verifiche a cui sono stati sottoposti anche gli esercizi commerciali: 606 le attività finite sotto la lente d’ingrandimento, senza però contestazioni di illeciti.

Sul fronte ristorazione, non sono comunque mancate le polemiche circa le modalità dei controlli: solo pochi giorni fa, Giovanni Orciani, legale dell’associazione Ristoraitalia, aveva parlato di episodi di scarso buon senso: «Ci sono giunte segnalazioni di ristoratori ai quali è stato imposto di far alzare dai tavoli i propri clienti per garantire un maggior ricambio di clientela»

Con questa ultima task force, dall’inizio dell’emergenza i controlli sugli spostamenti hanno raggiunto complessivamente il numero di 81.974 con 1.985 contestazioni di violazioni, mentre per gli esercizi commerciali il numero totale dei controlli ha raggiunto quota 32.774.

«L’adozione di ordinanze da parte dei sindaci dei Comuni costieri, che hanno imposto nelle aree dei rispettivi centri abitati interessati dal fenomeno della movida l’uso delle mascherine, ha certamente agevolato il compito delle Forze di Polizia, sia in chiave di prevenzione che ai fini della contestazione di eventuali violazioni alle norme di comportamento – ha riferito il Prefetto Lapolla -. Preziosa è stata inoltre la collaborazione dei gestori degli esercizi commerciali che, nella stragrande maggioranza, oltre a una scrupolosa osservanza delle regole e delle prescrizioni anti-Covid-19 nei rispettivi locali e nelle aree di pertinenza, hanno provveduto anche a segnalare alle Forze di Polizia e alle Polizie locali il formarsi degli assembramenti. Il senso di responsabilità dei cittadini è il primo strumento di prevenzione che abbiamo; attraverso la sua costante e concreta applicazione è possibile scongiurare sia l’adozione di provvedimenti di divieto e di limitazioni più restrittive, che potrebbero andare ad incidere negativamente sulla piena vivibilità delle zone e delle aree di ritrovo delle nostre città, sia, ancora di più, un’eventuale recrudescenza dell’epidemia».