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Pesaro

Pesaro, il consiglio comunale dice sì al biodigestore a Talacchio e propone un piano B

Il sindaco Ricci: «Se a Talacchio non andrà a buon fine, pronti a un'area vicino al casello dell'autostrada». Le reazioni della minoranza

Un biodigestore
Un biodigestore per il trattamento dei rifiuti

PESARO – Biodigestore, il consiglio comunale di Pesaro approva l’ordine del giorno.

«Andiamo avanti col biodigestore a Talacchio e recuperiamo il tempo perso. In alternativa il Comune ha individuato un’area vicino all’autostrada». Il sindaco Ricci commenta così l’ordine del giorno della maggioranza, approvata in consiglio comunale il 30 novembre, ad oggetto l’impianto per la trasformazione dell’umido nel nostro territorio.

«Da un paio d’anni si discute pubblicamente sulla necessità di realizzare un biodigestore – sottolinea Ricci -, lo smaltimento dell’umido ora è un costo e non produce quell’economia circolare che invece dovrebbe produrre. Dall’umido si può ricavare energia pulita (gas metano, ndr) e compost per l’agricoltura. Si tratta di un esempio virtuoso per l’economia circolare, un impianto che manca a livello regionale, che le società del nostro territorio hanno l’opportunità di realizzare utilizzando un finanziamento europeo cospicuo». 

Il primo luogo individuato era stato Fano, ma una serie di difficoltà e opposizioni non ha permesso la realizzazione dell’impianto. Lo scorso anno il Comune di Urbino aveva proposto l’area industriale di Canavaccio, anche questa sfumata.

«A quel punto si è aperta la possibilità della zona di Talacchio: un’area baricentrica per la provincia. Riteniamo che questa collocazione vada benissimo, ma bisogna fare presto e creare percorsi di partecipazione su questo tema». 

Nel caso in cui la proposta di Talacchio non andasse a buon fine, il Comune ha pronto un piano B: «Gli uffici urbanistica e ambiente hanno fatto una ricognizione, individuando un’area limitrofa all’attuale casello autostradale di Pesaro e alla Benelli Moto, di tipo industriale, per un’estensione di circa 85 mila mq e un perimetro di 1.598 metri. Le preoccupazioni che emergono sono vane, l’impianto non brucia quindi non ci sono emissioni in atmosfera e non puzza. L’unico vero dato da verificare è il traffico, ma vista la prossimità del casello, anche logisticamente non andrà ad appesantire il traffico locale cittadino, con conseguente diminuzione di Co2».  

Tra gli altri interventi Michele Redaelli (Forza Italia) che ha detto: «Il rischio 0 non esiste. Occorre verificare che l’impianto sia di ultima generazione; che ci sia una gestione accorta; che il dimensionamento sia quello utile al nostro territorio; che i risparmi si trasformino in abbattimento della Tari. E soprattutto che sindaco e giunta attivino un percorso di informazione e partecipazione. È fondamentale, e si può fare in tempi veloci per evitare che questa opportunità si trasformi in ferita».

Dario Andreolli (Lega) ha sottolineato in riferimento al “piano B” proposto dall’amministrazione «come si possa oggi pensare ad un’area privata. È stato contattato? In che modo? Qual è il costo dell’uso di quest’area?». Andreolli lamenta una «mancanza di chiarezza. I consiglieri non sono stati messi in condizione di conoscere» aggiungendo di non avere alcuna preclusione «ma vorrei votare in scienza (conoscendo i risvolti economici e tecnici del progetto) e coscienza (consapevole di fare la scelta giusta per il mio territorio, decisione per cui servono elementi che non ho)».

Michele Gambini (Pd) ha invece evidenziato che il consiglio sta «discutendo un ordine del giorno. E che se non si produce una decisione, la fattibilità economica dell’impianto rischia di saltare. Favorevole all’impianto del biodigestore e all’area ipotizzata, Gambini ha poi aggiunto: «Il tema del dimensionamento è fondamentale perché porrà in essere azioni per prevenire la produzione dei rifiuti. È un fattore strategico per affermare che andiamo verso la riduzione dell’impatto ambientale».

Lorenzo Lugli (M5) ha detto che «mancano informazioni, ci troviamo a dover decidere in fretta su una cosa che legherà a lungo la città, e non possiamo sbagliare decisioni. In questo Ordine del giorno non c’è nulla di nostro, per questo dobbiamo tornare in Commissione, completare il lavoro che dev’essere fatto per la cittadinanza».

Giulia Marchionni (Prima c’è Pesaro) ha concluso: «Oggi la maggioranza ci dice che il dimensionamento sarà maggiore di quello previsto» e che «il luogo scelto è vicino all’autostrada per accogliere i mezzi che arriveranno dalle provincie limitrofe e, forse, anche dalle regioni vicine». «Non siamo stati minimamente coinvolti nella discussione né noi, né la stessa maggioranza. Arrivare con quest’Ordine del giorno significa che qualcosa nella trasparenza istituzionale è andato storto. Chiediamo trasparenza nella progettualità e nella fattibilità economica ed ambientale dell’impianto».

L’odg è passato con 18 voti favorevoli, 9 contrari, 3 astenuti.