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Pesaro

Pesaro, Confindustria e sindacati: «Test e misure adeguate per un lavoro sicuro»

Nella lotta al Covid, tavolo di confronto tra industriali, Cgil, Cisl e Uil. Effettuati 8500 test e oltre 400 tamponi sui lavoratori. «Lo stato mantenga l'incentivo a investire sulla sicurezza»

PESARO – Test sierologici e lavoro agile: Confindustria e sindacati a confronto.

La lotta al Covid-19 continua anche grazie all’attento lavoro del Comitato Territoriale per la Sicurezza di Confindustria Pesaro Urbino, Cgil, Cisl e Uil.

La forte ripresa dei contagi spinge imprenditori, lavoratori e le loro rappresentanze ad intensificare gli sforzi per mantenere in sicurezza le imprese e i lavoratori ed evitare che il moltiplicarsi di positività avvenga all’interno dei luoghi di lavoro e determini un ulteriore peggioramento della pressione sulle strutture sanitarie e anche rischi di chiusure delle aziende, con enormi danni per tutti.

«Le imprese della nostra provincia stanno mettendo in campo tutte le misure di sicurezza più idonee, soprattutto per intercettare velocemente soggetti positivi, anche asintomatici – dichiara Mauro Papalini, presidente degli Industriali pesaresi -: ciò evita di portare il virus all’interno dei luoghi di lavoro e delle famiglie ed il diffondersi quindi della pandemia. Da alcuni mesi, infatti, – precisa – migliaia di lavoratori si sono volontariamente sottoposti ai test rapidi (8500 test e oltre 400 tamponi sono stati acquistati dalle nostre aziende) tutto questo grazie alla proficua collaborazione tra Confindustria Pesaro Urbino e l’Università di Urbino».

Secondo Papalini infatti «è opportuno che lo Stato mantenga l’incentivo ad investire in sicurezza Covid con il credito d’imposta per il 60% del costo degli investimenti fatti a seguito della salvaguardia della salute in luoghi di lavoro come stabilito dal decreto, ma tutt’oggi disatteso e non mantenuto».

«Un tema importante, soprattutto adesso è favorire il ricorso al lavoro agile – aggiunge Roberto Rossini, segretario della CGIL Pesaro Urbino –, a patto che sia attentamente regolamentato e garantisca ai lavoratori l’utilizzo di strumenti informatici e di una connessione dati adeguata, per evitare che condizioni di lavoro non consone producano effetti negativi e distorsivi per l’azienda e per gli stessi lavoratori».

«Il lavoro agile, anche all’interno delle pubbliche amministrazioni, – sottolinea Maurizio Andreolini, responsabile CISL Pesaro – non deve produrre, a causa di insufficienti programmazione ed organizzazione, disagi ed inefficienze che ripercuotono sui servizi erogati ad imprese e cittadini».

«È importante che gli uffici pubblici continuino ad assicurare risposte rapide ai lavoratori ed ai cittadini in generale – conclude Paolo Rossini, segretario regionale UIL Marche -, a maggior ragione in un momento difficile come quello attuale».

Confindustria e le tre sigle sindacali, condividendo il valore del percorso fatto, confermano la volontà di continuare la proficua collaborazione volta a proteggere le imprese e i lavoratori dagli effetti della pandemia.