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Pesaro

Confesercenti Marche: «Agenzie viaggi, tour operator e guide in ginocchio. Il bilancio non è tutto positivo»

Il direttore Roberto Borgiani fa il punto sulla stagione turistica: «Bene alberghi, ma ci sono state altre problematiche. Cali di fatturati dell'80%»

PESARO – Con il direttore della Confesercenti Marche Roberto Borgiani facciamo il bilancio della stagione turistica.

«Per le strutture ricettive e per la ristorazione luglio e agosto sono andati bene. E forse ciò permetterà agli operatori del settore di chiudere i bilanci stagionali o annuali non in grave perdita, come sembrava scontato in aprile. Non per tutto il comparto, però, è stato così. Leggiamo di dati positivi, per qualche albergatore lo è stato, ma il comparto non può dirsi pienamente soddisfatto.
Agenzie viaggi e Tour Operator hanno sofferto e soffrono ai limiti della loro capacità di assorbire andamenti negativi del mercato: in base ai dati Istat le agenzie di viaggio ed i tour operator hanno perdite di fatturato oltre il 93%, risultando pertanto il settore in assoluto più colpiti nei servizi.
L’incoming è stato deludente e la vendita di viaggi e servizi è praticamente ferma per l’estero e ridottissima per l’Italia».

C’è un’altra grave situazione ed è quella delle guide ed accompagnatori turistici. Per Borgiani «la loro attività si concentra prevalentemente nel periodo primaverile e, quest’anno, è completamente saltata. Ma anche i mesi di giugno luglio ed agosto hanno visto un tracollo di lavoro. Le riduzioni rispetto allo scorso anno sono nell’ordine dell’80/90%. È ancora impossibile entrare con gruppi superiori a 5 persone nelle strutture museali, compreso il Palazzo Ducale di Urbino, dove questo limite sembra davvero esagerato. Ad Urbino questo contingentamento ha creato il fenomeno delle code all’ingresso che negli scorsi anni, pur con numeri di accessi doppi e tripli, non si è quasi mai verificato.
Il contingentamento degli ingressi con le guide turistiche spinge le agenzie ad evitare i luoghi chiusi onde evitare di pagare 4 o 5 guide per un gruppo di 20 o 25 persone.
Naturalmente gli aiuti economici messi in campo non sono sufficienti a garantire la sopravvivenza stessa di molti operatori. Servirà quindi uno sforzo collettivo molto importante per permettere al settore quanto meno di ripartire».